Bimbo morto per otite, omeopata a processo

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di Sara Di Sciullo Prima udienza, oggi davanti al Tribunale monocratico di Ancona, del processo nei confronti dell'omeopata Massimiliano Mecozzi, al quale si erano rivolti i genitori di Francesco, il bambino di Cagli (Pesaro Urbino) morto a 7 anni all'ospedale di Ancona, il 27 maggio 2017, per un'otite curata con rimedi omeopatici e poi degenerata in una encefalite. Sono stati ammessi come parti civili i nonni del bambino e l'Unione nazionale dei Consumatori (Unc), rappresentata dall'avvocato Corrado Canafoglia. L'Unione nazionale dei consumatori, presieduta da Massimiliano Dona, ha indicato come consulenti in questa vicenda il virologo Roberto Burioni, l'infettivologo Matteo Bassetti, il professor Pellegrino Conte e il medico Salvo Di Grazia. E' l'inizio di una collaborazione tra l'Unc e il 'patto trasversale per la scienza', promosso tra gli altri da Guido Silvestri, Andrea Cossarizza, Roberto Burioni e Pier Luigi Lopalco.  

"Con la salute non si scherza", afferma all'Adnkronos l'avvocato Canafoglia dopo l'ammissione dell'Unc come parte civile al processo nei confronti di Mecozzi. "Per noi è una grande soddisfazione - sottolinea il legale - un riconoscimento per gli oltre 20 anni di attività dell'Unione nazionale dei consumatori, in materia di 'debunking' le fake news in ambito sanitario, portata avanti dal nostro presidente, l'avvocato Massimiliano Dona". 

"Si tratta di un danno non risarcibile, la nostra costituzione di parte civile ha una finalità; essere parte attiva nel processo e di sostenere l'accusa. Il motivo primario è che a nessuno capiti più una situazione simile a quella che ha vissuto questa famiglia", spiega l'avvocato Federica Mancinelli, legale del nonno materno del piccolo Francesco. "In questi mesi si sono lette tante cose - continua il legale - Noi vogliamo ripristinare l'ordine dei fatti nell'ambito della realtà processuale". 

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