Bimbo rapito e portato in Siria, padre: ha ritrovato suoi amici

Fcz

Milano, 17 gen. (askanews) - Il bambino di 11 anni rapito nel 2014 dalla madre che dopo essersi convertita all'Isis lo portò in Siria e rientrato in Italia nel novembre scorso "si sta riprendendo" ed è "tranquillo", soprattutto perché "ha ritrovato i suoi amici che aveva prima" nel paese del Lecchese dove ora vive insieme al suo papà. Lo ha fatto mettere a verbale il padre dell'11enne, un operaio albanese che vive in Italia dal 1995, ascoltato ieri come testimone nell'aula del processo milanese che vede la moglie imputata per sequestro di persona e sottrazione internazionale di minore. Processo che si è concluso con una sentenza di "non doversi procedere" dichiarata dal giudice Giudo Salvini alla luce del decesso della donna che rapì suo figlio di 6 anni e lo portò con sè nei territori occupati dallo Stato Islamico: "Non vi sono dubbi, pur nell'inevitabile assenza di una certificazione ufficiale - si legge nella sentenza - che l'imputata sia morta durante un bombardamento".