Biotestamento, cosa bisogna sapere

Una legge che, va subito sottolineato per evitare fraintendimenti, nulla ha a che vedere con il dibattito su eutanasia o suicidio assistito.

Arriva alla Camera la legge sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento, meglio note come biotestamento. Una legge che, va subito sottolineato per evitare fraintendimenti, nulla ha a che vedere con il dibattito su eutanasia o suicidio assistito. In questo caso, infatti, si parla di somministrazione di farmaci letali, mentre le disposizioni anticipate di trattamento non prevedono la possibilità di ‘uccidere’ un paziente o di fornirgli i farmaci per farlo.

Autodeterminazione. Come si legge nell’articolo 3 della proposta di legge, infatti, “ogni persona maggiorenne capace di intendere e volere, in previsione di una futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere attraverso disposizioni anticipate convinzioni o preferenze rispetto a scelte terapeutiche e trattamenti sanitari comprese idratazione e nutrizione artificiali”, oltre a nominare un fiduciario che prenda le decisioni per lei in caso di incoscienza.

Obbligo per i medici. Importante, viste anche le polemiche degli ultimi mesi riguardo ai medici obiettori di coscienza, la legge prevede l’obbligo da parte del medico al pieno rispetto delle volontà del paziente.

Aggiornare e revocare. Il testamento, inoltre, può essere aggiornato o revocato in qualsiasi momento, con le Regioni che devono regolamentare la raccolta di copie delle Dat.

Cosa è il consenso informato. Per poter prendere decisioni certe e informate quando si tratta dei trattamenti sanitari, la legge prevede nel primo articolo che i pazienti abbiano il diritto a conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informati in modo completo su diagnosi, prognosi, benefici e rischi delle terapie. Il paziente, dunque, ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte qualsiasi esame o trattamento sanitario, comprese nutrizione e idratazione artificiali.

Revocare il consenso. Non solo, ma in base all’evolversi del quadro medico o di fronte a una maggiore conoscenza, il paziente può revocare il consenso iniziale alle cure in qualsiasi momento.

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