"Bisogna capire chi è che non vuole l'Autonomia", dice Barbara Lezzi

serenella ronda
Roberto Fico e Elisabetta Casellati tornano ad incontrarsi sull'Autonomia differenziata e sul percorso parlamentare della riforma. Uno dei nodi centrali che gli alleati di governo devono ancora sciogliere. La Lega avverte: "Senza Autonomia non c'è il governo". E i 5 stelle replicano: "Se invece di andare avanti torniamo indietro, c'è qualcun altro che non la vuole". Il dossier sarà al centro del nuovo vertice a Palazzo Chigi che si terrà venerdì all'ora di pranzo. Ma intanto restano le distanze tra leghisti e pentastellati. Tanto che il capogruppo della Lega alla Camera, interrogando al question time proprio la ministra M5s del Sud, Barbara Lezzi, mette in chiaro: "L'Autonomia è nel contratto e per la Lega senza l'Autonomia non c'è il governo", scandisce Riccardo Molinari in Aula. Per di più, aggiunge, c'è anche un altro tema, "il rispetto del voto dei cittadini lombardi e veneti: abbiamo il dovere di dare ai cittadini risposte a questa legittima istanza e di portare a casa questo risultato".Ma Lezzi non si scompone e, anzi, insinua il dubbio che il 'colpevole' dei ritardi dell'avvio della riforma vada cercato altrove: sull'Autonomia "se invece di andare avanti, torniamo indietro, c'è qualcun altro che non la vuole. Me lo sono chiesto anche nei giorni scorsi e durante le riunioni che abbiamo tenuto - spiega all'Agi la ministra - qui bisogna capire chi è che non la vuole l'Autonomia".Si erano presi "degli accordi che seguono il dettato costituzionale, il fondo di perequazione non è un'invenzione del Movimento 5 stelle, è scritto nell'articolo 119 e oggi la corte dei Conti ce lo ha ribadito, lo avevamo stabilito, approvato, bisognava semplicemente attendere che il ministero dell'Economia insieme a quello degli Affari regionali rielaborasse l'articolo 5, quello delle risorse finanziarie. Da allora non abbiamo più avuto un testo rielaborato, ma solo verbalmente l'espressione del tornare indietro su questa decisione".Insomma, insiste Lezzi, "non è mai arrivato il testo che recepisce quanto abbiamo approvato durante il tavolo che aveva generato degli accordi alla presenza dei tecnici del Mef, una riunione a cui sedeva anche la Lega". Da chiarire, per M5s, anche la questione delle "gabbie salariali", contro le quali i pentastellati ribadiscono un "no secco".Oltre ai nodi politici e tecnici da sciogliere all'interno del governo, resta ancora da definire un'altra questione centrale, e che vede i due alleati su posizioni non simili: quale sarà il ruolo del Parlamento? Per i 5 stelle dovrà essere 'attivo' e 'centrale'. Per la Lega, invece, non dovrà essere così determinante. Proprio del percorso parlamentare dell'Autonomia differenziata sono tornati a parlare oggi i due presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati. Un incontro "costruttivo e cordiale", viene spiegato, nel quale - accanto ad altri argomenti - si è nuovamente approfondito il tema del ruolo delle due Camere, anche se - viene specificato - non si è ancora giunti a definire le modalità con cui il Parlamento sarà chiamato ad esprimersi.Seguiranno nuovi incontri tra Fico e Casellati, ma la posizione dei due presidenti non è un mistero né risulta essere una novità. Interpellata sul tema, la seconda carica dello Stato lo scorso maggio rispose: "La centralità del Parlamento è quello che dice la nostra Costituzione". Ancor più netto ed esplicito Fico, che anche martedì, in occasione della cerimonia del Ventaglio, ha espresso la sua posizione, garantendo la sua "inflessibilità": "È impensabile che il Parlamento sulla cessione di potestà legislativa non abbia un ruolo centrale. Su questo sarò inflessibile: il Parlamento è il luogo centrale di discussione". Dunque, per il presidente di Montecitorio "il percorso dovrà essere serio, costruttivo ed emendabile", ha aggiunto sempre ieri.

Roberto Fico e Elisabetta Casellati tornano ad incontrarsi sull'Autonomia differenziata e sul percorso parlamentare della riforma. Uno dei nodi centrali che gli alleati di governo devono ancora sciogliere. La Lega avverte: "Senza Autonomia non c'è il governo". E i 5 stelle replicano: "Se invece di andare avanti torniamo indietro, c'è qualcun altro che non la vuole". Il dossier sarà al centro del nuovo vertice a Palazzo Chigi che si terrà venerdì all'ora di pranzo. Ma intanto restano le distanze tra leghisti e pentastellati. Tanto che il capogruppo della Lega alla Camera, interrogando al question time proprio la ministra M5s del Sud, Barbara Lezzi, mette in chiaro: "L'Autonomia è nel contratto e per la Lega senza l'Autonomia non c'è il governo", scandisce Riccardo Molinari in Aula. Per di più, aggiunge, c'è anche un altro tema, "il rispetto del voto dei cittadini lombardi e veneti: abbiamo il dovere di dare ai cittadini risposte a questa legittima istanza e di portare a casa questo risultato".

Ma Lezzi non si scompone e, anzi, insinua il dubbio che il 'colpevole' dei ritardi dell'avvio della riforma vada cercato altrove: sull'Autonomia "se invece di andare avanti, torniamo indietro, c'è qualcun altro che non la vuole. Me lo sono chiesto anche nei giorni scorsi e durante le riunioni che abbiamo tenuto - spiega all'Agi la ministra - qui bisogna capire chi è che non la vuole l'Autonomia".

Si erano presi "degli accordi che seguono il dettato costituzionale, il fondo di perequazione non è un'invenzione del Movimento 5 stelle, è scritto nell'articolo 119 e oggi la corte dei Conti ce lo ha ribadito, lo avevamo stabilito, approvato, bisognava semplicemente attendere che il ministero dell'Economia insieme a quello degli Affari regionali rielaborasse l'articolo 5, quello delle risorse finanziarie. Da allora non abbiamo più avuto un testo rielaborato, ma solo verbalmente l'espressione del tornare indietro su questa decisione".

Insomma, insiste Lezzi, "non è mai arrivato il testo che recepisce quanto abbiamo approvato durante il tavolo che aveva generato degli accordi alla presenza dei tecnici del Mef, una riunione a cui sedeva anche la Lega". Da chiarire, per M5s, anche la questione delle "gabbie salariali", contro le quali i pentastellati ribadiscono un "no secco".

Oltre ai nodi politici e tecnici da sciogliere all'interno del governo, resta ancora da definire un'altra questione centrale, e che vede i due alleati su posizioni non simili: quale sarà il ruolo del Parlamento? Per i 5 stelle dovrà essere 'attivo' e 'centrale'. Per la Lega, invece, non dovrà essere così determinante. Proprio del percorso parlamentare dell'Autonomia differenziata sono tornati a parlare oggi i due presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati. Un incontro "costruttivo e cordiale", viene spiegato, nel quale - accanto ad altri argomenti - si è nuovamente approfondito il tema del ruolo delle due Camere, anche se - viene specificato - non si è ancora giunti a definire le modalità con cui il Parlamento sarà chiamato ad esprimersi.

Seguiranno nuovi incontri tra Fico e Casellati, ma la posizione dei due presidenti non è un mistero né risulta essere una novità. Interpellata sul tema, la seconda carica dello Stato lo scorso maggio rispose: "La centralità del Parlamento è quello che dice la nostra Costituzione". Ancor più netto ed esplicito Fico, che anche martedì, in occasione della cerimonia del Ventaglio, ha espresso la sua posizione, garantendo la sua "inflessibilità": "È impensabile che il Parlamento sulla cessione di potestà legislativa non abbia un ruolo centrale. Su questo sarò inflessibile: il Parlamento è il luogo centrale di discussione". Dunque, per il presidente di Montecitorio "il percorso dovrà essere serio, costruttivo ed emendabile", ha aggiunto sempre ieri.