Bitcoin, forte ritracciamento nella notte dopo le parole di Biden

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Con la quotazione di Coinbase (COIN) lo scorso 14 aprile al Nasdaq, possiamo dire che il bitcoin ha avuto la sua ultima fiammata dopo un periodo molto propizio, sfiorando i 65mila dollari. Da quel momento ha cominciato a mostrare segni di timida debolezza fino al 18 aprile in cui è sceso rapidamente rimbalzando sui 52mila dollari. Un tentativo di ripresa ma ormai i presupposti erano avviati e questa notte è cominciato quello che molti definiscono un vero crollo rompendo la soglia psicologica dei 50mila dollari. Mentre scriviamo la quotazione è di 49.500 dollari.

Un mix di dichiarazioni e trend fisiologico è il punto di vista di Marco Cavicchioli, prolifico divulgatore del mondo criptovalute: “E’ bastato l'annuncio di una proposta del Presidente Usa Biden di aumentare le tasse sui profitti finanziari per far calare il bitcoin. Tuttavia, anche se questa notizia aveva innescato un calo lieve, nel corso della notte si è verificato un vero e proprio crollo soprattutto del prezzo di alcune criptovalute che erano cresciute troppo, in primis Dogecoin. Quindi si è verificata una doppia dinamica: prima il prezzo è sceso a causa della notizia di Biden, poi è crollato a causa dello scoppio di una bolla speculativa formatasi nei giorni scorsi su alcune criptovalute minori”. Quello che tiene a precisare Cavicchioli, comunque, è che “per bitcoin il risultato è stato un ritorno sui livelli di prezzo di un paio di mesi fa, prima dell'incredibile movimento al rialzo di marzo ed aprile. Il prezzo attuale è comunque ancora superiore al doppio rispetto a quello di fine 2020”.

Sulla stessa linea anche Andrea Medri, co-fondatore di The Rock Trading, l’exchange italiano di criptovalute che pone però l’attenzione anche sul rischio delle altre monete digitali: “Dopo una notevole salita c’è stata una caduta importante, ma al momento siamo al di sopra del 70% rispetto ai prezzi di fine 2020 e vedo questo ritracciamento come fisiologico e tipico del mercato crypto che, ricordiamolo, rispetto ad aprile 2020 è cresciuto di circa 5 volte. Situazioni già viste, negli ultimi 10 anni che rafforzano il concetto che l'investimento in assets class alternativi quali i bitcoin sono rischiosi”.

L’annuncio di Biden ha sicuramente dato una scossa al mondo della finanza e del risparmio perché l’ipotesi è un aumento sensibile sulle plusvalenze dei redditi che potrebbe vedere l'aliquota sul capital gain balzare al 43,4%, rispetto dall'attuale 23,8%. Un’ipotesi che potrebbe rappresentare un problema per chi investe in crypto, settore che quest'anno hanno visto un guadagno del 70%. Ricordiamo che negli Usa, qualora gli asset crypto vengano detenuti per almeno un anno, le plusvalenze sono tassate, quindi per coloro che hanno avviato investimenti nell'aprile del 2019, il guadagno potrebbe avere già raggiunto l'800% e venire ampiamente tassato.

C’è da dire che declinare la metodologia di analisi del mondo finanziario tradizionale sul campo crypto, è un po’ un azzardo. La politica dei democratici, Biden in testa, è da tempo quella di normalizzare i redditi da lavoro con quelli da capitale. Quindi l’annuncio di ieri sui capital gain non è propriamente una doccia fredda. Oltre a questo ricordiamoci che il settore delle crypto è normabile in modo molto più difficile di quanto non lo sia quello delle monete fiat, quindi questa preoccupazione degli investitori rispetto alle politiche americane è tutta da dimostrare.

La verità è che in economia non esistono laboratori dove poter sperimentare, le persone reagiscono con irrazionalità, la stessa che ha portato bitcoin al crollo di questa notte.