"Black Panther" esce in home video. Intervista alla costume designer Ruth Carter (ESCLUSIVA)

Chadwick Boseman in “Black Panther” (Disney Marvel)

Dopo aver incassato oltre 1 miliardo di dollari in tutto il mondo e aver emozionato e ispirato generazioni di spettatori, il film Marvel Black Panther arriva finalmente in home video.

Da mercoledì 30 maggio, l’acclamatissima storia di T’Challa, giovane principe africano che si trasforma in un re e in un supereroe, interpretato da Chadwick Boseman, sarà disponibile nei migliori negozi in Blu-ray 3D, Blu-Ray, DVD e nella versione Steelbook con la preziosa copertina in metallo, con moltissimi contenuti speciali e un commento al film del regista Ryan Coogler.

In occasione dell’uscita in home video, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Ruth E. Carter, la straordinaria Costume Designer del film, due volte candidata all’Oscar® per i Migliori Costumi per Malcom X (1992) di Spike Lee e Amistad (1998) di Steven Spielberg. Ha lavorato inoltre a film corali in costume come gli acclamati The Butler – Un Maggiordomo alla Casa Bianca di Lee Daniels e Selma – La Strada Per La Libertà di Ava DuVernay.

Ecco un esclusivo dietro le quinte sui costumi di “Black Panther”, tra i contenuti speciali del film:


Qual è stato il processo di ricerca per “Black Panther”?
Uno degli aspetti cruciali è stato il fatto che volevamo onorare le tribù indigene dell’Africa, e quelle tribù originarie che non esistono più né in Africa né altrove, quindi si trattava di fare ricerche sui libri di storia. Da lì abbiamo tratto le nostre ispirazioni per le tribù di Wakanda (il Regno di Wakanda, immaginaria nazione dell’Africa Occidentale nei fumetti Marvel, ndr).

Per esempio, la tribù dei mercanti è stata ispirata dai Tuareg, nel Sahara, con il loro meraviglioso trucco per gli occhi, i tatuaggi sulle mani, quegli splendidi colori melanzana mescolati all’azzurro, e all’argento. L’argento è uno dei metalli più preziosi per la tribù, e funziona bene per Wakanda, perché il vibranio – metallo immaginario presente nell’universo Marvel, immensi giacimenti si trovano nel Regno di Wakanda, ndr – ha un colore argenteo.

Zuri, interpretato da Forest Whitaker. (Ph: Matt Kennedy/©Marvel Studios 2018)

La tribù dei minatori invece è ispirata all’Africa sud-orientale. Abbiamo preso i colori, studiato i loro speciali significati: in alcuni casi questi simboleggiano la fertilità, la storia della famiglia, la tribù. Era davvero importante per noi legare i costumi alla storia.

Nakia (Lupita Nyong’o) e Shuri (Letitia Wright) in “Black Panther” (Photo: Matt Kennedy/©Marvel Studios 2018).

Avete dovuto creare un mix tra tradizione e un nuovo mondo futuristico.
Sì, grazie per aver menzionato questa cosa. Non stavamo creando il Wakanda del passato, ma il Wakanda del presente e del futuro, quindi l’ispirazione non si è fermata allo studio delle tribù indigene, ma abbiamo dovuto ricreare il tutto in forme moderne per tempi moderni.

Ad esempio, la regina Ramonda (interpretata nel film da Angela Bassett) indossa il tradizionale copricapo Zulu tipico delle donne sposate, ma lo abbiamo realizzato con una stampante 3D. La forma del copricapo è stata creata da un computer e da algoritmi, ed è stata stampata in Belgio: solo lì esiste una stampante 3D che utilizza materiale semi-flessibile, per cui tu puoi davvero stampare capi di abbigliamento, arte indossabile. Quindi sì, la tradizione è stata combinata con un tessuto ultra-moderno della cultura di Wakanda.

Angela Bassett è Ramonda in “Black Panther” (Ph: Film Frame/©Marvel Studios 2018)

Com’è stato lavorare alla tuta di Black Panther?
È stato molto difficile, perché era un mondo nuovo per me quello del mondo classico dei supereroi. Ho avuto bisogno di capire il processo, e ho assunto delle persone che ci avevano lavorato nell’ambito e che mi hanno guidato nel processo, e all’interno di questo processo ho dovuto fare delle scelte artistiche.

La Costume Designer Ruth Carter (Vanity Fair)

Il mio problema più grande? Mi chiedevo, “Come viene vista la tuta da supereroe a Wakanda? Questo è il loro re, questa è l’Africa, so come viene visto nel resto del mondo, come una figura maestosa che vola e crea caos.” Nel suo Regno, T’Challa è molto più casual, doveva poter camminare con questo outfit. Ho fatto fatica a trovare una soluzione, finché ho pensato ad aggiungere alla superficie della tuta una serie di piccole forme piramidali che avrebbero subito permesso l’identificazione dell’Africa. Così poteva davvero apparire come un re africano.

La tuta di T’Challa aka Black Panther, interpretato da Chadwick Boseman. (Photo: Matt Kennedy/©Marvel Studios 2018)

La figura del supereroe sta cambiando: è sempre più rappresentante di una minoranza, come in “Black Panther” o “Wonder Woman”. È d’accordo?

Sì, sono assolutamente d’accordo. Credo che sia importante per chiunque il fatto di avere il proprio supereroe. Ogni bambino, ogni ragazzino ha bisogno di avere qualcuno che assomiglia a lui nel mondo dei supereroi, perché tutti abbiamo bisogno di supereroi nelle nostre vite, soprattutto adesso che stiamo vivendo un periodo così difficile, qualcuno che possa salvarci dal terrore. Di solito, personaggi di colore nei film di supereroi sono sempre stati divertenti da vedere, ma poco rappresentati. Questo film è inclusivo per la cultura afroamericana.