#BlackOutTuesday, Serie A e Premier League: tutto il calcio è con Floyd

Omar Abo Arab

Purtroppo da giorni tutti gli occhi del mondo sono puntati sull'America, dilaniata da proteste, scontri e incidenti dopo la morte di George Floyd, ucciso da un "poliziotto" (volutamente virgolettato) a Minneapolis, incendiando di nuovo - è proprio il caso di dirlo - il tema razzismo, ancora attuale in questo 2020 da incubo.


E per sostenere la protesta contro l'omicidio di Floyd è nata l'idea del #BlackOutTuesday: un hashtag per dire un secco "no" al razzismo che ha già registrato le adesioni di tantissimi sportivi che hanno pubblicato una foto totalmente nera.


In Italia Paulo Dybala ha "annerito" anche la sua foto profilo, mentre Douglas Costa aveva pubblicato una foto di Floyd accompagnata da "Pray for George", Chiellini, invece, la foto di un cartello con su scritto "I can't breathe" ("non riesco a respirare", frase ripetuta più volte da Floyd prima di morire), a loro si è unito anche Federico Bernardeschi. Non solo i calciatori della Juve, perchè anche l'Inter (Christian Eriksen, Viktor Moses, Kwadwo Asamoah e Antonio Candreva) si è unita alla protesta, così come il Milan, che su Twitter ha pubblicato una foto totalmente con l'hashtag #Blackouttuesday.


La Roma ha rilanciato il significativo post su Instagram di Juan Jesus, difensore spesso vittima di insulti razzisti sui social, con #justiceforgeorgefloyd e #icantbreathe, gli hashtag usati dal brasiliano.


In Premier League, dopo la foto del Liverpool schierato intorno al centrocampo in ginocchio è arrivato anche il Chelsea, che nel quartier generale di Cobham ha schierato tutti i suoi giocatori in ginocchio a formare la lettera H, iniziale di "humans"