Blackrock, la grande finanza verde come Greta

Gianni Del Vecchio
Greta e Blackrock

“Professore Messori ma cosa è successo? La grande finanza speculativa è diventata la migliore alleata di Greta nella lotta ai cambiamenti climatici?”. “E allora vuol dire che è diventata allo stesso tempo la peggiore nemica di Trump”.  Risponde a tono, battuta su battuta, Marcello Messori, economista, direttore della School of European Political Economy e soprattutto grande esperto di finanza visto che nel suo curriculum, tra le tante cariche, può annoverare anche diversi anni alla presidenza di Assogestioni, l’associazione che mette insieme le società di gestione del risparmio italiano. Del resto, non si può che scomodare un grande esperto come lui davanti a una notizia che - al di là della retorica - può determinare una specie di rivoluzione copernicana nel mondo del capitalismo finanziario internazionale. Blackrock, il primo fondo d’investimento mondiale che gestisce capitali per ben 7 trilioni di dollari (un trilione equivale a mille milliardi, per capirci), ha annunciato che da oggi in poi orienterà le proprie scelte d’investimento verso quelle aziende che modelleranno il loro business non solo sul profitto ma soprattutto sulla sostenibilità ambientale. Insomma, la grande finanza fa una scelta di campo precisa e fra Greta e Trump preferisce la prima, anticipando la “sfida” fra i due che ci sarà a Davos, al World Economic Forum a fine gennaio.

In una lettera ai suoi omologhi alla guida della miriade di gruppi in cui l’azienda statunitense investe, Larry Fink, l’ormai leggendario amministratore delegato di Blackrock, ha minacciato di votare contro i consigli d’amministrazione se non faranno progressi in questo senso. Il gestore del risparmio è pronto a uscire da quei settori che presentano un alto rischio in termini di sostenibilità, incluso quello del carbone, ma anche a prendere posizione contro chi guida le società dove ha investito “se non svolgeranno progressi sufficienti in materia di informativa sulla...

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