Blitz ad Assolobarda: definitiva assoluzione per due studenti

Fcz

Milano, 7 ott. (askanews) - E' definitiva l'assoluzione di due studenti milanesi finiti sotto processo per i tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine scoppiati il 16 ottobre 2017 davanti alla sede di Assolombarda. La Procura non ha infatti presentato ricorso contro la sentenza che, nel maggio scorso, aveva portato all'assoluzione dei due imputati e così il verdetto è passato in giudicato.

I due ragazzi, 19 anni il primo e 20 il secondo, erano accusati di minaccia e violenza aggravata perchè, come si legge nel capo di imputazione, insieme a "una ventina di persone non identificate" durante una manifestazione non autorizzata dei collettivi studenteschi, "volendo accedere alla sede di Assolombarda (...) ove era in corso una conferenza sull'alternanza scuola lavoro, compivano atti di violenza e minaccia consistiti nello spintonare con violenza" i poliziotti che presidiavano l'accesso alla sede dell'associazione degli industriali milanesi. Sempre in base all'imputazione contestata dalla Procura, il 20enne, difeso dall'avvocato Guido Guella, avrebbe anche colpito "con un casco da motociclista il personale della polizia di Stato che, nell'esercizio delle proprie funzioni, era impegnato ad impedire l'indebito accesso dei manifestanti". I due erano anche imputati di oltraggio a pubblico ufficiale per aver definito "merde, bastardi e infami" gli agenti di polizia presenti sul posto. Al solo 19enne, assistito dall'avvocato Mirko Mazzali, è stato contestato il reato di "esplosioni pericolose" perchè, durante il corteo, "accendeva un fumogeno nella pubblica via".

Tutte accuse che non hanno retto al giudizio del Tribunale dopo che la stessa Procura aveva chiesto l'assoluzione dei due studenti "perchè il fatto non sussiste". In particolare, i giudici della Quarta Sezione Penale, presieduti da Giulia Turri, hanno deciso di assolvere entrambi gli imputati dall'accusa di minacce e violenze aggravate "perchè il fatto non costituisce reato", visto soprattutto che dalle testimonianze raccolte in fase di indagine non è emersa nessuna prova del fatto che il 20enne avesse "colpito con il casco personale della polizia di Stato". Quanto all'accusa di oltraggio a pubblico ufficiale, il Tribunale ha decretato la non punibilità del reato "'per particolare tenuità del fatto". Stesso discorso per l'accusa di esplosioni pericolose contestata al 19enne: anche in questo caso, hanno stabilito i giudici, è un reato "non punibile per particolare tenuità del fatto".