Blitz antidroga polizia nel quartiere Pilastro a Bologna, coinvolta famiglia a cui citofonò Salvini

(Adnkronos) - Blitz antidroga della polizia di Bologna nel quartiere Pilastro. Sono stati eseguiti 25 provvedimenti cautelari e numerose perquisizione personali e locali per concorso in associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Tra gli indagati c'è anche la famiglia a cui citofonò il leader della Lega ed ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante il suo tour nel quartiere nel 2020. In particolare il padre è stato arrestato, la madre è indagata mentre il figlio, che era minorenne all'epoca dei fatti contestati nell'indagine, è stato sottoposto all'obbligo di dimora. Il fratellastro, destinatario di una misura cautelare in carcere, è ancora ricercato.

L’attività della Polizia, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha preso avvio dalle indagini inizialmente condotte dalla Squadra Mobile a seguito dell’omicidio di un giovane avvenuto il 28 agosto 2019 all’interno del quartiere Pilastro. Il particolare contesto in cui l’evento era maturato aveva immediatamente portato a ipotizzare che la chiave di lettura del delitto dovesse essere ricercata nel contesto del consumo e dell’attività di spaccio di droghe.

Gli elementi assunti, integrati poi da una serie di ulteriori accertamenti e riscontri acquisiti nelle settimane successive dai poliziotti della Sezione Antidroga, hanno confermato l’ipotesi di un inquadramento dell’evento omicidiario nelle complesse dinamiche di narcotraffico del quartiere e hanno indotto a focalizzare le indagini sui componenti di una serie di collegati nuclei famigliari. Le indagini, concentrate tra il periodo di settembre-ottobre 2019 (immediatamente successivo alla morte del giovane) sino ai mesi di febbraio-marzo 2020, e condotte per il tramite di molteplici e variegate attività tecniche, hanno permesso di confermare le ipotesi investigative e accertare l’esistenza di un'associazione costituita da molti tra i componenti delle famiglie monitorate, dediti all’approvvigionamento e alla capillare distribuzione di importanti quantitativi di cocaina e hashish ceduti prevalentemente sulla piazza di spaccio del quartiere Pilastro.

Le indagini hanno così permesso di ricostruire per il mese di novembre 2019 l’approvvigionamento da parte del vertice dell’associazione, un marocchino da anni a Bologna e residente all’interno del quartiere Pilastro, di una partita da 2 kg di cocaina presso alcuni fornitori albanesi e una di 8 kg di hashish acquisita da un connazionale residente nel modenese, nonché provare, per le settimane seguenti, ulteriori importanti approvvigionamenti di partite di cocaina e hashish, a prova di una capacità di distribuzione del narcotico che si attestava a circa 2 kg mensili.

Lo spaccio dello stupefacente, in favore di una estesa platea di acquirenti principalmente di giovane età, venivano effettuate nelle zone controllate del quartiere Pilastro principalmente dai componenti più giovani dei nuclei famigliari indagati. In un contesto così particolare la comprensione delle modalità operative degli indagati è stata dunque possibile grazie al tempestivo avvio di una serie di operazioni di intercettazioni ambientali sulle autovetture che usavano e all’interno degli edifici utilizzati per la custodia del narcotico, abbinate all'attivazione di una serie di sistemi di videosorveglianza remota sulle pubbliche vie.

Il 17 maggio scorso il Tribunale di Bologna–Ufficio del Giudice per le indagini preliminari (nonché l’omologo ufficio presso il Tribunale per i minorenni in relazione a un indagato di minore età all’epoca dei fatti), accogliendo le istanze del procuratore titolare delle indagini, ha emesso un'ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 25 persone e in particolare 14 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, sei di applicazione degli arresti domiciliari, quattro di obbligo di dimora con prescrizioni orarie e un obbligo di permanenza in abitazione. L’operazione è stata svolta il 26 maggio dalla Squadra Mobile di Bologna con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Emilia Romagna Orientale, del locale VII Reparto Mobile e con l’impiego di mezzo aereo del terzo Reparto volo di Bologna. Tutti gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza di condanna divenuta irrevocabile.

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