Politici e imprenditori al servizio della cosca Libri, arresti

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Vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, finalizzata all'esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare, 12 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, emesse nei confronti di altrettanti soggetti, la maggior parte dei quali affiliati alla potente cosca Libri di Reggio Calabria, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa, tentata corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio.  

'Libro Nero' è il nome che gli investigatori della Polizia di Stato hanno dato all’operazione. Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo di Roma, coadiuvati dagli operatori del Reparto Prevenzione Crimine, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni e sequestri di imprese e società. Impiegati oltre 150 uomini e donne della Polizia di Stato.  

L’inchiesta ha consentito di ricostruire gli assetti e le dinamiche operative della cosca Libri, una delle più potenti articolazioni della ‘ndrangheta unitaria, che controlla nella città di Reggio Calabria i quartieri Cannavò, Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio e le frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana. L’inchiesta ha consentito di fare luce anche sugli interessi economici e politici della cosca Libri, svelando come affermati imprenditori e politici locali e regionali fossero asserviti totalmente alle volontà della consorteria criminale in qualità di soggetti intranei o concorrenti esterni.  

In particolare, è stato accertato come la cosca abbia favorito, nel corso del tempo, alcuni imprenditori che potevano sembrare avulsi da qualsiasi contesto mafioso, ma al quale in realtà partecipavano pienamente. Detti imprenditori, rispondendo alle logiche ed alle strategie di sviluppo imprenditoriale pianificate dai vertici della cosca e godendo degli occulti finanziamenti e delle protezioni derivanti dalla stessa, hanno assunto posizioni di assoluto rilievo nei loro ambiti operativi, godendo da un lato della protezione della ‘ndrangheta, al fine di avviare e far crescere in modo esponenziale le proprie attività imprenditoriali, e finanziandola dall’altro.  

GLI ARRESTATI - Tra gli arrestati figura, ai domiciliari, il capogruppo del Pd al consiglio regionale della Calabria, Sebastiano 'Seby' Romeo, e quello di Fdi, Alessandro Nicolò (eletto con FI e poi passato in Fdi). La cosca, secondo le indagini, avrebbe svolto un ruolo centrale in occasione delle elezioni regionali del 2014. Tra gli indagati in libertà c'è Demetrio Naccari Carlizzi, esponente locale del Pd e cognato del sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà (quest'ultimo estraneo all'inchiesta). Naccari Carlizzi, avvocato ed esponente locale del Partito Democratico, è stato raggiunto da un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa.  

Tra gli arrestati figurano, oltre ad elementi di vertice della cosca Libri, anche due noti imprenditori del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione. Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Polizia di Stato con il determinante supporto delle intercettazioni e delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, grazie alle quali è stato possibile portare alla luce il pericoloso ed articolato intreccio politico-imprenditoriale-mafioso che ha determinato il graduale potenziamento della cosca Libri. Nella prospettiva di un maggiore ed efficace sviluppo dei propri interessi criminali, la cosca Libri, oltre ad essere perfettamente in grado di interferire nelle dinamiche economico-imprenditoriali locali, è stata allo stesso tempo capace di infiltrarsi in quelle politico-elettorali del territorio cittadino, gestendo un consistente bacino di voti, convogliandoli a favore di persone compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici, nell’ambito di un rapporto basato sul 'do ut des', destinato a favorire non solo la singola consorteria, ma il sistema ‘ndranghetistico nel suo complesso. Dalle indagini emerge che la cosca "ha saputo elaborare, tramite il medico odontoiatra Giuseppe Demetrio Tortorella, con un passato di consigliere e assessore all’urbanistica al comune di Reggio Calabria e Stefano Sartiano, raffinate strategie finalizzate a consentire l'elezione di persone che potessero agire quali loro preposti negli organismi istituzionali".  

Tra gli arrestati c'è anche un appartenente alle forze dell'ordine con l’accusa di concorso in tentata corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Quest'ultimo, il consigliere regionale e il politico locale sono agli arresti domiciliari. Una sorta di accordo tra i tre prevedeva che il politico regionale avrebbe dovuto ricevere, in cambio di favori, informazioni riservate su processi in corso, dall’appartenente alle forze dell’ordine, attraverso la mediazione del politico locale.  

LE REAZIONI POLITICHE - "Tra gli indagati vi sono anche esponenti del Pd, per i quali la commissione di garanzia ha già provveduto immediatamente alla sospensione dal partito in attesa dell'esito delle indagini" scrive in una nota il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. "Le notizie relative all’operazione anti ‘Ndrangheta contro il clan Libri impongono un serio intervento del Pd nazionale in Calabria. Mi autosospendo dal partito fino a quando non si farà chiarezza" scrive su Twitter il senatore Pd Ernesto Magorno, rivolgendo "un plauso alla Magistratura e agli uomini che, in queste ore, hanno sferrato un deciso colpo alla 'Ndrangheta colpendo la cosca Libri. Uniti per una Calabria migliore e quindi libera da certe logiche".