Blitz contro i No Vax: tra gli indagati anche cinque "guerriere". Le chat: "Facciamo saltare il Parlamento"

·2 minuto per la lettura
(Photo by Stefano Montesi - Corbis/Corbis via Getty Images)
(Photo by Stefano Montesi - Corbis/Corbis via Getty Images)

Si definivano "i guerrieri', su Telegram, gli indagati nell'operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Sezione distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano, che ha portato oggi a eseguire numerose perquisizioni in varie regioni d'Italia. Progettavano azioni violente da compiere durante le manifestazioni contro il Green Pass e avevano perfino diffuso i recapiti del premier Mario Draghi.

VIDEO - J-Ax: "No Vax? Non discuto con chi non crede nella scienza"

La frangia No Vax, che aveva intenzione di costruire rudimentali ordigni "fai da te" e di approvvigionarsi di coltelli, era composta da tre uomini e cinque donne, definite come "molto determinate e arrabbiate". 

Si tratta di un gruppo composto da persone con un "profilo basso" senza "esponenti d'area", ma da gente comune: disoccupati, operai, portinai, camerieri. Uno degli uomini, che aveva un porto d'armi, era conosciuto per essere vicino all'indipendentismo veneto, ma allo stato attuale non sarebbe emerso nulla di più strutturato.

LEGGI ANCHE: Green pass, via libera del Cdm all'estensione per chi accede a scuole e università

Il gruppo Telegram al quale erano legati è denominato "I guerrieri". Era qui che, tra le chat, venivano progettate azioni violente da realizzare anche con l'uso di armi ed esplosivi fai da te. In particolare, il gruppo voleva compiere gesti violenti durante la manifestazione in programma a Roma per le giornate dell'11 e 12 settembre.

GUARDA ANCHE IL VIDEO: NO VAX, IL BLITZ: SCATTANO LE PERQUISIZIONI

"Quando andremo a Roma, i primi da aggredire sono i giornalisti", si legge in alcune chat, dove si invitava a "usare le molotov" - che non risulta possedessero - per "far saltare i furgoni delle tv". Secondo quanto riferito in Questura a Milano, "per la stampa, ritenuta asservita al regime, nutrivano un vero e proprio odio".

LEGGI ANCHE: Green Pass, 7 studenti su 10 favorevoli all'obbligo per i docenti

In un messaggio, poi, un attivista No vax ha fornito l'indirizzo dell'abitazione del premier Mario Draghi, precisando la provenienza da una "fonte non sicura". In un altro passaggio delle chat, un utente progettava un attacco al Parlamento attraverso "un piccolo drone pilotato a distanza da uno dei tetti di Roma. Un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante una seduta. Non resterà nessuna prova e farà il suo effetto". 

GUARDA ANCHE IL VIDEO: Blitz contro no vax, De Luca: “Usare pugno di ferro"

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli