Blitz Lega contro il Green Pass fallisce. Letta: "È di fatto fuori da maggioranza""

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Claudio Borghi, Lega (Photo: FABIO FRUSTACI ANSA)
Claudio Borghi, Lega (Photo: FABIO FRUSTACI ANSA)

Il decreto green pass mette piede in Parlamento per la conversione e la Lega prova subito a fargli lo sgambetto. Con un emendamento interamente soppressivo del passaporto vaccinale, proposto da Claudio Borghi ma firmato (e rivendicato) da tutti i componenti leghisti della commissione Affari Sociali di Montecitorio. E pazienza se il decreto in Consiglio dei ministri era stato votato all’unanimità. Il blitz non passa: si aggregano solo Fdi e alcuni ex Cinquestelle. Leu, Pd, Forza Italia, M5S respingono l’offensiva. Ma i dem si infuriano. “Doppio gioco vergognoso” protesta Andrea Romano. “Grave ambiguità - gli fa eco la capogruppo Elena Carnevali – Non possono smentire così le scelte a tutela della salute pubblica prese dal governo di cui fanno parte”. Il capogruppo grillino Crippa parla di “schizofrenia”. E Letta alza il tiro: “Situazione intollerabile, serve un chiarimento, la Lega di fatto è uscita dalla maggioranza, così legittima le manifestazioni No Vax”.

Borghi non si scompone. Stavolta non è una sua fuga in avanti: dietro ha il partito. Nessuno si è alzato per correggerlo o smentirlo. Peraltro, di quella commissione non fa parte, sostituiva un collega. E da via Bellerio confermano: “E’ stato un segnale, su 900 emendamenti finiranno per approvarne due… Letta è fuori dal mondo, per fortuna che al governo c’è Draghi e non Conte”. Borghi spiega a HuffPost che l’intenzione era di “cambiare il decreto e migliorarlo, ma le nostre proposte non sono state accettate”. Aspetti “tecnici”, ma non solo. Comunque di peso: l’abolizione del green pass per i minorenni, per l’ingresso nei ristoranti, nei musei e nelle palestre. Tutto bocciato. Sì, ma proporre la soppressione tout court non va parecchio oltre? “Non c’era disponibilità al dialogo, allora abbiamo mantenuto la nostra linea originaria”. Non è una sconfessione degli atti dell’esecutivo che sostenete? “È la normale dialettica parlamentare. Ma quale doppio gioco. Il Parlamento è una cosa diversa dal governo”.

Sul piano numerico non si può parlare di incidente nemmeno sfiorato. Ma la mossa ha rialzato la tensione alla fine di una giornata in cui le temute manifestazioni No Green Pass si erano sgonfiate come un soufflé freddo. E’ in questa chiave che al Nazareno leggono il messaggio di Salvini: una sponda a quel popolo, che tra l’attenzione del Viminale, il muso duro dei sindacati, le indagini della polizia postale e le reazioni politiche, in piazza ha dato forfait. Un nuovo passo della “strategia del gioco al rialzo” con cui Salvini si sdoppia tra leader di lotta e di governo. “È più di un segnale politico – argomenta Carnevali – In Commissione non stiamo giocando, si tratta di aiutare il governo a mettere in atto uno strumento importante di lotta alla pandemia, e i tempi sono stretti”.

Oggi è stato votato un solo emendamento, che estende l’uso del green pass ai clienti degli alberghi. Non certo il più gradito dalla Lega. Tra i prossimi ci sarà la proposta di estendere da 9 a 12 mesi la validità della “carta verde”. In fondo, una scelta che allontana la prospettiva della terza dose. Borghi rilancia: “Noi vogliamo inserire i test salivari gratuiti. A parole molti sono favorevoli. Peccato però che non ci abbiano ancora risposto in modo concreto”. Quello di oggi pomeriggio è stato solo l’antipasto. Da Pd e M5S (e dentro Forza Italia) osservano con preoccupazione l’operazione di smantellamento, o almeno indebolimento, del green pass. Anche perché, quando il decreto arriverà in aula, alla “dissidenza” leghista si sommerebbero i voti dei Fratelli d’Italia. E fuori, il livello delle proteste è impossibile da prevedere. La capogruppo dem Serracchiani avvisa: “È un atto contro il Governo”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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