Blitz studenti a Statale Milano: “Basta trascurare l’università”

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 1 feb. (askanews) - Blitz di studenti del Collettivo Kasciavìt questa mattina all'Università Statale di Milano con esposizione di striscioni e cartelli per chiedere "a politici, ministri e rettori" risposte immediate sulla riapertura delle Università, la cui prorogata chiusura delle Università, dicono gli studenti, "rischia di far precipitare il numero di iscritti: la crisi sociale che si sta abbattendo sul nostro paese comporterà gravi ripercussioni sui neolaureati: già nei primi mesi del 2020 il tasso di occupazione, a un anno dalla laurea, era al 65% tra i laureati triennali, con un calo del 9% dal 2019".

Gli studenti rilevano che "dalla fine del primo lockdown a Maggio 2020, ogni attività, dalle fabbriche agli uffici, dai negozi ai ristoranti, dai bar alle discoteche ha ottenuto, anche se per poco tempo, la riapertura, mentre la maggior parte dei nostri atenei ha riaperto solo a inizio settembre, e quasi solo in modalità mista". Le riaperture, fanno notare, "non sono state decretate a livello nazionale: ogni ateneo ha avuto la possibilità di decidere come erogare le lezioni e come svolgere esami, lauree, laboratori e tirocini. Situazione che chiaramente ha palesato le disuguaglianze economiche tra regione e regione e tra università e università".

"La didattica online - si legge in un comunicato del Collettivo - ha escluso migliaia di studenti che per motivi tecnici (mancanza di strumenti, spazi, necessità lavorative...) non hanno potuto seguire le lezioni, e si troveranno quindi ad essere fuoricorso per l'impossibilità di dare gli esami necessari. Non solo, la maggior parte degli atenei non ha formulato un piano compatto sulle modalità di somministrazione delle lezioni, così da lasciare ad ogni professore la libertà di utilizzare la piattaforma di suo gradimento, creando confusione tra Teams, Zoom, Skype". "E il 70% degli Universitari italiani - aggiungono - è fuori sede, quindi accanto alla grande problematica di seguire le lezioni online, durante la pandemia, ha dovuto anche affrontare una crisi di natura economica".

"L'abbinamento di queste due variabili - prosegue la nota - ha portato molti universitari a vivere il lockdown come un incubo: in una ricerca condotta all'Università dell'Aquila, risulta che gli studenti hanno riscontrato impatto sul ritmo del sonno per il 68%, difficoltà di concentrazione per il 67% e perdita di energia per il 59% del campione di studenti. Inoltre, il 36% degli studenti ha riferito di soffrire di sintomi di ansia, mentre il 26% ha mostrato una sintomatologia depressiva".

Gli studenti chiedono quindi "urgenti politiche ed aiuti economici concreti che sostengano la mobilità degli studenti (a partire dall'aumento dei trasporti non solo intra comune, ma anche tra i diversi comuni), biblioteche e aule studio che possano ospitare più alunni possibile, nel rispetto delle norme sanitarie, e nuove politiche di sostegno psicologico". "Nonostante le università rappresentino la spinta motrice per la ripresa del nostro paese - conclude la nota - nella bozza del Recovery Fund elaborata dall'ultimo governo, solo 11,7 miliardi (su un totale esiguo di 28mld dedicati all'istruzione".