Bloccare le esportazioni di cereali dall'Ucraina è "un crimine di guerra"

La Russia deve sentirsi responsabile se continuerà a bloccare le esportazioni di cereali dall'Ucraina e a minacciare una carestia su larga scala. A dirlo l'Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell prima della riunione dei ventisette ministri degli Esteri dell'Unione Europea.

"Non solo spero, ma sono sicuro che le Nazioni Unite alla fine raggiungeranno un accordo, è inconcepibile immaginare che milioni di tonnellate di grano rimangano bloccate in Ucraina mentre nel resto del mondo la gente soffre la fame", ha dichiarato l'Alto rappresentante. "Questo è un vero e proprio crimine di guerra, non posso immaginare che questa situazione durerà ancora a lungo", ha aggiunto Borrell prima della riunione che si sta tenendo a Lussemburgo.

L'Unione europea sta ponendo tutte le sue speranze sugli sforzi di mediazioni di Onu e Turchia, che tuttavia hanno fallito nel trovare una soluzione. A rischio secondo la ministra degli Esteri francese Catherine Colonna c'è "la stabilità del mondo". Per la tedesca Annalena Baerbock bisogna insistere nell'adattare la rete ferroviaria ucraina a quella di Polonia e Romania per aprire altre rotte.

Cosa c'è all'ordine del giorno

Nel corso della riunione i ministri faranno il punto sulla dotazione di armi all'Ucraina e sulle misure di assistenza a lungo termine negli ambiti della fornitura di armi, del supporto umanitario e del sostegno finanziario.

Un focus specifico sarà riservato alla minaccia per la sicurezza alimentare in Egitto. Metà del fabbisogno alimentare è garantito dalle importazioni e la guerra in Ucraina sta ulteriormente mettendo alle strette la stabilità del Paese che conta 100 milioni di abitanti. Dopo un pranzo di lavoro con il ministro degli Esteri egiziano Sameh Hassan Shoukry, i ventisette discuteranno della situazione nel Corno d'Africa. L'obiettivo è di rafforzare la partnership dell'Ue nella regione e insistere su un approccio di responsabilità condivisa per la pace, la sicurezza e lo sviluppo sociale dell'area.

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