Bloccata gara posa fibra ottica nel Pacifico: Huawei era favorita

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 18 mar. (askanews) - Stati uniti, Giappone e Australia avrebbero bloccato una gara per la posa di un cavo sottomarino sotto le isole del Pacifico che vedeva l'offerta di Huawei Marine favorita, asserendo di temere che l'infrastruttura potesse essere utilizzata per lo spionaggio. Lo sostiene oggi il Nikkei Asia.

Il progetto prevedeva la posa della fibra ottica tra la Micronesia, Kiribati con un cavo di proprietà di un consorzio dicompagnie dei paesi coinvolti e con il finanziamento di Banca mondiale e Banca di sviluppo asiatico. Il prezzo previsto era stimato in 54,45 milioni di dollari.

Il cavo doveva essere connesso a Guam, che è territorio non incorporato Usa e ospita alcune delle principali basi militari statunitensi della regione.

Tuttavia Usa, Australia e Giappone hanno avanzato sospetti che il cavo potesse essere utilizzato per spiare le comunicazioni, gli scambi di dati e l'attività delle basi militari Usa.

Washington, Canberra e Tokyo, con l'India, hanno messo in campo un'alleanza nell'ambito del forum di dialogo quadrilaterale denominato QUAD una strategia per contenere la crescentre influenza cinese nella regione.

Alla gara, a maggio 2020, avevano presentato offerte la giapponese NEC, la francese Alcatel Submarine Networks e la cinese Huawei Marine (controllata da Huawei Technologies). L'offerta di quest'ultima era risultata - secondo il Nikkei - la più bassa e quindi c'era una forte probabilità che si sarebbe assicurata la gara.

Alla fine del mese scorso, tuttavia, il consorzio ha notificato alle compagnia che "nessuno dei concorrenti ha rispettato le condizioni richieste" e la gara è stata annullata, provocando il "disappunto" di Huawei Marine.

Secondo il Nikkei, per quanto non ci siano state prese di posizioni ufficiali, ci sarebbe stata un'alzata di scudi da parte dei tre paesi alleati, particolarmente influente anche perché gli Stati uniti sono responsabili della difesa della Micronesia.

La concorrenza geopolitica attorno a questo pezzo di mondo appare in questo momento piuttosto accesa. A settembre 2019 Kiribati ha tagliato i suoi rapporti diplomatici con Taiwan, l'isola che la Cina rivendica come suo territorio e che è protetta dagli Usa, e sidice anche anche Nauru stia cedendo alle lusinghe di Pechino in questo senso.

Attualmente Nauru e Kiribati non sono connessi con i cavi ottici, attraverso i quali passano il 90 per cento delle comunicazioni e dei dati del mondo intero. Hanno bisogno di questa infrastruttura. Nello stesso tempo, secondo gli analisti, Pechino vorrebbe assicurarsi il controllo sui cavi otttici nel Pacifico a ovest delle isole Hawaii. Ne nasce un conflitto geopolitico che già ha conseguenze sullo sviluppo delle comunicazioni.

Ne è un esempio, secondo il Nikkei, il fatto che lo scorso anno Facebook abbia dovuto abbandonare il progetto di un cavo sottomarito tra California e Hong Kong, a dire della compagnia Usa proprio a causa delle preoccupazioni di Washington sul fronte della sicurezza.