Bloccata in India un'app che metteva le donne musulmane all'asta

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RAJSHAHI, BANGLADESH - 2021/12/28: Santali people seen performing the traditional group dance at a wedding in Rajshahi.
Santal tribe is an ethnic group native to eastern India. Santals are the largest tribe in the Jharkhand state of India in terms of population and are also found in the states of Assam, Tripura, Bihar, Odisha and West Bengal. They are the largest ethnic minority in northern Bangladesh's Rajshahi Division and Rangpur Division. (Photo by Piyas Biswas/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)
RAJSHAHI, BANGLADESH - 2021/12/28: Santali people seen performing the traditional group dance at a wedding in Rajshahi. Santal tribe is an ethnic group native to eastern India. Santals are the largest tribe in the Jharkhand state of India in terms of population and are also found in the states of Assam, Tripura, Bihar, Odisha and West Bengal. They are the largest ethnic minority in northern Bangladesh's Rajshahi Division and Rangpur Division. (Photo by Piyas Biswas/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)

Circa cento donne musulmane sono state messe all’asta su un’app chiamata Bulli Bai. Sotto la dicitura “l’affare del giorno”, infatti, sono state caricate le fotografie ritoccate di donne musulmane famose, ottenute attraverso i social network, e agli utenti è stato proposto di fare offerte per comprare queste donne definite “sulli”, un termine dispregiativo usato per le donne musulmane nello slang locale, si riferiscono alle musulmane.

Il servizio di hosting statunitense GitHub ha riferito di aver rimosso l’account mentre la polizia di Nuova Delhi e quella di Mumbai hanno aperto fascicoli in base a varie ipotesi di reato, come stalking e diffamazione, atti offensivi del pudore di una donna. Il ministero dell’Elettronica e della tecnologia informatica, Ashwini Vaishnaw, ha assicurato che il governo sta collaborando con la polizia di Nuova Delhi e di Mumbai e sulla questione è intervenuta anche la Commissione nazionale per le donne (Ncw) per sollecitare l’accertamento delle responsabilità e le conseguenti sanzioni.

Non e’ la prima volta che succede. Meno di un anno fa, infatti, era stata messa in circolazione un’applicazione simile, Sulli Deals, in cui quasi 80 donne musulmane erano state messe in vendita. Sia ‘Bulli’ che ‘Sulli’, come scrive il quotidiano Al Jazeera sono parole dispregiative usate per le donne musulmane nello slang locale.

Il caso ha provocato reazioni sulla scena politica. La presenza di Bulli Bai è stata portata all’attenzione dalla deputata Priyanka Chaturvedi, esponente del partito Shiv Sena. Rahul Gandhi, figura di spicco del Congresso nazionale indiano (Inc), principale forza di opposizione, ha esortato le persone ad alzare la voce contro “l’insulto delle donne” e l’odio comunitario. Un altro membro del Congresso, Mallikarjun Kharge, che siede nel Consiglio degli Stati, la camera alta, ha chiamato in causa esplicitamente il Partito del popolo indiano (Bjp), al governo, sostenendo che “questo è il risultato della ripetuta disumanizzazione delle minoranze” da parte della sua leadership. Kavita Krishnan, del Partito comunista (Cpi), ha criticato l’inazione contro il precedente di Sulli Deals, sostenendo che ciò ha incoraggiato il ripetersi dell’iniziativa con Bulli Bai.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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