Blocco licenziamenti, governo cerca mediazione

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Il governo è al lavoro per trovare una mediazione sulla proroga del blocco dei licenziamenti che possa accompagnare il prolungamento della Cig per Covid ben oltre il 31 gennaio prossimo, almeno fino al 20 marzo. E sul tema, su cui ieri si era sfiorato lo scontro con Cgil Cisl e Uil, i ministri Catalfo e Patuanelli hanno sondato le imprese, soprattutto Confindustria che fino ad oggi non ha mai condiviso le politiche di emergenza messe in campo dal governo.

Dal mondo datoriale il messaggio è stato abbastanza univoco: la proroga della cassa covid e del blocco dei licenziamenti non può in sostanza essere 'pagata' dalle imprese. No dunque a quei contributi aggiuntivi previsti per legge per l'utilizzo della cassa Covid. Potrebbe essere questa, a quanto si apprende in ambienti governativi, la base della nuova proposta che il governo starebbe cercando di mettere a punto in vista del nuovo incontro con Cgil, Cisl e Uil domani in serata con cui mettere in equilibrio le esigenze di tutti.

Allo studio infatti la possibilità di disegnare un intervento con cui ridurre parte degli oneri addizionali previsti dal Dl Agosto per l'accesso alla Cig per Covid e lamentati dalle aziende: o riducendo l'onere aggiuntivo previsto per quelle imprese che non lamentano un calo di fatturato o intervenendo con una sorta di decontribuzione del costo del lavoro che sgravi le aziende della parte di contributi dei lavoratori che restano comunque a carico delle imprese.

I contributi aggiuntivi sono inaccettabili, come ha sintetizzato,appunto Confindustria."Sin dall’inizio abbiamo rispettato il binomio cassa integrazione e blocco dei licenziamenti solamente al fine di proteggere l’occupazione anche se nessun grande Paese ha adottato tale soluzione. Ma questo binomio avevo un senso solo a patto che alle imprese non fossero addossati costi aggiuntivi per tale scelta", ha spiegato al tavolo viale dell'Astronomia . "Al contrario, alle imprese oltre al versamento dei contributi previsti per la Cig ordinaria, si chiedono anche contributi aggiuntivi per la cassa Covid. Non è accettabile. Se il governo intende mantenere nell’emergenza il blocco dei licenziamenti, l’accesso alla Cassa Covid non deve prevedere aggravi per le imprese. Occorre lavorare per il dopo", chiedono gli imprenditori sollecitando contestuali riforme strutturali e il varo di politiche attive effettivamente finalizzate alla rioccupabilità.

Richieste queste in linea, in sostanza, anche con quanto avanzato da Alleanza Coop che ha chiesto al Governo di farsi garante di un futuro di normalizzazione al termine dell'emergenza. "Noi siamo per un atteggiamento collaborativo, per cui ci affidiamo all’operato del Governo e del Parlamento " ma "con la fine del periodo di emergenza e di un graduale ritorno alla normalità ognuna delle parti rientrerà nel pieno esercizio delle proprie funzioni, compresi il diritto allo sciopero e l’utilizzo dell’istituto del licenziamento perchè al termine nessun attore sociale possa rivendicare l’applicazione delle stesse modalità e delle stesse misure in condizioni di normalità", ha spiegato il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Mauro Lusetti.

E ok ad una prorga Cig per Covid ma con "una gestione accorta del blocco dei licenziamenti", anche da parte del vice Presidente di Confcommercio, Donatella Prampolini mentre anche Confartigianato ha battuto il tasto dei contributi addizionali e delle condizionalità "da eliminare per l’accesso delle imprese alle nuove ulteriori settimane di cassa integrazione".