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Annoiarsi fa bene al cervello. Parola di scienziato

(Fotolia)La noia serve a liberare la mente, stimolando attenzione e creatività. Superato il disagio iniziale, i momenti di noia ci spingono a prendere in considerazione tutto ciò che abbiamo a portata di mano, per poi scegliere a cosa dedicarci.
Come spiega Peter Toohey nel suo libro Boredom: A Lively History, nei periodi in cui crediamo di essere annoiati il nostro cervello rielabora i pensieri inconsci per poi portarli all'attenzione della coscienza. E il frutto di queste intuizioni è spesso qualcosa di assolutamente originale. (Quante ne sai sul comportamento umano? Mettiti alla prova con questo test)

Solitudine.
Il "diritto alla noia" è un problema sociale, economico, filosofico. Spesso i momenti di ozio si presentano quando siamo da soli: apprezzarli significa gestire anche la solitudine.
Abilità che tutti stiamo perdendo e che non coltiviamo nei bambini e nei ragazzi, avvezzi come sono a riempire tutti i vuoti con tv o computer. Che fare? Ognuno di noi dovrebbe ricavarsi un'ora al giorno per non fare nulla e rigenerare la mente. Ci si arriva gradualmente, cominciando con pochi minuti. Fino a imparare a guardare meno l'orologio e rifiutarsi di rispondere in tempo reale agli stimoli esterni. (Dalla noia alla paranoia: ti senti un perseguitato?)
E le buone abitudini si possono anche apprendere: motivo per cui Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot hanno realizzato l'Accademia del silenzio con laboratori di silenzio e di ritmi lenti. E in Rete compaiono i primi blog, come quello dell'inglese James Ward, dedicati ai passatempi noiosi. (Fai la cosa giusta: esercita la mente)

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