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Cos'è il letargo e come funziona

(Fotolia)Il letargo è forma di sopravvivenza ai rigori dell'inverno adottata da numerosi animali: invece che sprecare preziose energie in una disperata ricerca di cibo e nel tentative di scaldarsi, molte specie cadono in una sorta di coma controllato: il loro metabolismo rallenta fino a quasi a bloccarsi, la temperatura corporea si abbassa (in alcuni scoiattoli dell'artico fin quasi a zero gradi), non mangiano e si muovono il meno possibile,
E poi, a primavera, il risveglio, che è stimolato dal variare della lunghezza delle giornate e dall'aumento della temperatura esterna; ogni specie ha una temperatura critica di risveglio, che riflette le condizioni ambientali (clima e umidità locali).
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Il risveglio dura da 1 a 6 ore e avviene generalmente in due fasi: la prima, detta "termogenesi senza brivido", consiste nel riscaldare e rifornire di ossigeno il torace, la testa, il cuore, la colonna vertebrale e il cervello "bruciando" le riserve di grasso accumulate nel tessuto adiposo presente nella zona del collo e delle spalle.
La seconda, la "termogenesi con brivido", serve a riscaldare tutto il corpo generando brividi muscolari attraverso la secrezione di ormoni (i corticosteroidi prodotti dalle ghiandole surrenali e l'insulina secreta dal pancreas), che accelerano il risveglio.
I brividi, contrazioni muscolari involontarie che non producono movimento ma calore, infatti, sono il "rimedio" naturale per mantenere la temperatura del corpo costante alle basse temperature.
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Secondo le ultime ricerche lo studio del letargo animale potrebbe aiutare l'uomo a curare numerose malattie, alcune delle quali molto gravi.

Ipercolesterolemia e osteoporosi: l'orso bruno, che durante dalla fine dell'autunno si concede un pisolino lungo parecchi mesi, ha trovato il modo per risolvere il problema del colesterolo alto. In questo animale infatti la fase letargica favorisce gli accumuli di colesterolo, ma senza alcun danno ai vasi sanguigni o al cuore.
Non solo: la lunga fase di immobilità dovrebbe causare non pochi problemi articolari a questi animali grossi e pesanti, ma questo non accade. Scoprire i meccanismi che permettono alle cellule delle ossa di conservarsi in perfetta salute potrebbe aiutare i ricercatori a mettere a punto delle cure in grado di aiutare chi è costretto a lunghi periodi di immobilità forzata, per esempio gli astronauti o gli ammalati cronici.
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Perdite di sangue: gli scoiattoli dell'artico custodiscono un segreto che potrebbe aiutarci a curare in modo più efficace le gravi perdite di sangue provocate da infortune o trauma. Questi simpatici animaletti infatti, durante il letargo, riescono a ridurre la loro frequenza cardiaca a 2 battiti al minute, senza riportare alcun danno in termini di degenerazione cellulare. La circolazione sanguigna infatti è indispensabile per far arrivare ai muscoli e ai tessuti l'ossigeno necessario alla loro sopravvivenza. Gli scoiattoli riescono a sopperire a questa carenza secernendo grandi quantità di melatonina. Sembra infatti che questa sostanza riesca a mantenere in salute le cellule anche in condizioni di ipossia e carenza di sangue. Se la teoria fosse confermata, si potrebbe ipotizzare l'impiego di questo ormone anche sui feriti e durante gli interventi chirurgici per contenere gli effetti delle grandi emorragie. (Scoiattoli che sciano e altre stranezze dal mondo animale)

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