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La morte di una stella in diretta

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha usato il telescopio SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy) per ottenere l'immagine di una stella di tipo solare che si sta avvicinando alla fase finale del suo ciclo evolutivo. Ha infatti terminato il suo lungo percorso sulla sequenza principale e si appresta a trasformarsi in nana bianca. L'oggetto in causa è la nebulosa planetaria Minkowski 2-9 o M2-9. Nel corso di questa fase, la stella espelle una quantità di materiale che va a disporsi in due lobi contrapposti. Nasce così una nebulosa planetaria, termine fuorviante creato secoli fa dai primi astronomi che osservarono questi oggetti con dei piccoli telescopi nei quali apparivano come forma, dimensioni apparenti e colore simili a pianeti come Urano e Nettuno. Gli oggetti come M2-9 non hanno quindi niente a che fare con i pianeti. (Tutti i segreti e le curiosità sulle nebulose planetarie in questa gallery)
Ma il nome viene usato anche oggi per tradizione, anche se in realtà si tratta di nubi di gas e polveri eiettate nello spazio da una stella che sta vivendo le sue ultime fasi di vita.

Talvolta il materiale che dà origine a questi oggetti si estende lungo direzioni opposte, apparendo come un cilindro, o una clessidra. Si ipotizza che le nebulose planetarie con simili forme sono prodotte da flussi di materiale espulsi ad alta velocità in direzioni oppostie, causati da un disco di materia che circonda la stella morente al centro della nebulosa. Poiché le nebulose planetarie rivestono un ruolo fondamentale nell'evoluzione chimica delle galassie, apportando nuovi elementi processati nel corso delle fusioni nucleari, la loro osservazione è di particolare importanza e in questo filone di ricerca SOFIA è uno strumento essenziale, ponendosi a metà strada fra un osservatorio al suolo e un satellite in orbita. (I più spettacolari fenomeni celesti)

sofia_5751Le osservazioni di M2-9 sono state effettuate alle lunghezze d'onda medie di 20,24 e 37 micron con la camera infrarossa FORCAST (Faint Object Infrared Camera for the SOFIA Telescope) del telescopio aviotrasportato SOFIA, un riflettore di 2,5 metri di apertura, che, grazie a un Boeing 747 opportunamente modificato, può essere portato sino ad una quota di 14.000. A questa altezza l'assorbimento provocato dal vapore acqueo sui raggi infrarossi è solo l'1% di quello esistente al suolo ed è così possibile registrare immagini a lunghezze d'onda particolarmente utili allo studio di questo tipo di oggetti. (Quando le galassie si scontrano: le più belle foto di Hubble)

Foto: NASA/DLR/USRA/DSI/FORCAST

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