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I sacchetti di plastica bio sono davvero green?

(Fotolia)I sacchetti di polietilene a bassa densità sono stati ritirati perché ritenuti inquinanti e molto longevi. Esperimenti fatti in laboratorio, simulando l'intervento combinato di vari fattori (sole, freddo-caldo, umidità, ambiente fortemente ossidante, danneggiamento meccanico, pH ecc.) fanno ipotizzare un tempo minimo di 20 anni per avere una frammentazione che renda il sacchetto invisibile. (Gioca al piccolo chimico con Focus.it)

Ogni singolo pezzetto di plastica è poi soggetto all'attacco di microrganismi e alla naturale ossidazione, che portano alla demolizione delle singole molecole. Questa decomposizione può impiegare centinaia di anni.(L'isola rifiutata: dove finiscono i rifiuti di plastica abbandonati in mare)

I sacchetti biodegradabili possono invece essere distrutti direttamente dai microrganismi. La norma europea UNI EN 13432 stabilisce che, nel normale ciclo di compostaggio, devono disintegrarsi per il 90 per cento dopo 3 mesi, e dopo 6 mesi devono essere digeriti dai microrganismi per il 90 per cento. (Vieni a conoscere gli artisti che trasformano l'immondizia in opere da museo)

Gettati in terra, in mare o in un corso d'acqua, i sacchetti biodegradabili persistono però per anni nell'ambiente, proprio come quelli in polietilene.
(Segui la rubrica Green Life: tanti consigli per vivere in modo ecosostenibile).

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