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Se l’asma vale oro

La portoghese Ana Dulce Felixdopo aver completato la maratonaBelli, in forma, sani e, si spera vincenti: gli atleti che partecipano alle Olimpiadi di solito sono visti così. Eppure, anche loro, a volte si ammalano. Uno studio recentemente concluso dai ricercatori dell'Università della Western Australia ha evidenziato come il malanno più diffuso tra i campioni olimpici sia l'asma cronica, un disturbo respiratorio causato da allenamenti continui e molto intensi. (Olimpiadi col trucco? Il caso di Ye Shiwen)
Ad esserne colpiti sono soprattutto coloro che praticano sport di resistenza, sia estivi come fondo, nuoto o ciclismo, sia invernali come sci di fondo e pattinaggio di velocità. La colpa sarebbe dell'inspirazione profonda e per periodi prolungati di aria troppo fredda o troppo inquinata. (Le Olimpiadi del regno animale)

Asmatici con la medaglia
Secondo Kenneth D. Fitch, lo scienziato responsabile dello studio, gli atleti che soffrono di asma sarebbero sempre di più: tra il 1996 e il 2000 sono aumentati così tanto che il CIO, il Comitato Olimpico Imternazionale, ha deciso di vederci chiaro. In molti casi infatti gli atleti asmatici sono in cura con beta-2-agonisti, una famiglia di farmaci comumente utilizzata per il trattamento di questa malattia. La cosa strana è che spesso questi campioni  hanno avuto prestazioni migliori rispetto ai colleghi sani. Che i beta-2-agonisti siano da considerare doping?(Facce olimpiche: i tifosi più coloriti e colorati visti a Londra)

È presto per dirlo: secondo Fitch potrebbe essere solo una questione di allenamento. Gli atleti asmatici si allenerebbero di più rispetto ai compagni per sopperire al deficit respiratorio e questo li porterebbe ad avere risultati più brillanti. O, al contrario, l'asma potrebbe essere una conseguenza di allenamenti più intensi della media ai quali si sottopongono i campioni maggiormente motivati. (Bolt: i 100 metri in 9,156 è possibile)

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