Foto Blog

Antony Gormley e le statue suicide: quando l'arte sembra realtà

Un uomo immobile, nudo, campeggia in cima ad un grattacielo di San Paolo in Brasile. Si tratta di una scultura a grandezza naturale, anzi, una delle 31 sculture con cui Antony Gormley ha riempito gli spazi più alti della città, ponendo le statue all'ultimo piano degli skyline.

Installazione di Antony Gormley a San PaoloA vederlo dalla strada sembra una persona reale, tanto che sono stati chiamati a intervenire i vigili del fuoco perché si pensava fosse un uomo in procinto di suicidarsi. L'inusuale installazione (intitolata Still Being), che aprirà ufficialmente sabato 19 maggio e proseguirà fino al 15 luglio, fa parte di un più ampio progetto che porta il nome di "Event Horizon", in cui l'artista inglese analizza il corpo umano e il suo rapporto con gli spazi, soprattutto quelli estesi e molto costruiti come le grandi città. Motivo per cui sceglie gli ultimi piani dei grattacieli per installare le sculture e permettere così alle sue opere di puntare lo sguardo verso l'orizzonte e di fissare la proliferazione di edifici di una città da 20 milioni di abitanti.

'Another Place', installazione in riva al mareLa stessa mostra venne presentata a Londra nel 2007 e lo scorso anno a New York, dove creò lo stesso identico allarme che a San Paolo (furono almeno 10 le chiamate alla polizia di richiesta d'intervento per i presunti suicidi) e dove la sensibilità per eventi tragici dopo l'attentato dell'11 settembre è palpabile. Il tema del suicidio, d'altronde, è di forte attualità anche per via della crisi economica che sta investendo Europa e Stati Uniti e in un paese con così tante differenze di status sociale come è il Brasile lo è forse ancora di più.

Gormley, dal canto suo, si difende asserendo che la sua intenzione non è quella di porre l'attenzione su un'azione così estrema: "La mia intenzione non è quella di spingere qualcuno al suicidio. Se la gente pensa alla morte e al suicidio è una triste riflessione dell'evoluzione". Laureato in antropologia, storia dell'arte e archeologia, l'artista ha passato quattro anni a studiare il tema del corpo umano, in particolare rispetto a grandi spazi fisici che lo circondano. Il suo scopo? Quello di coinvolgere gli spettatori con proiezioni e installazioni che vanno al di là di una semplice galleria al chiuso. Una sfida che, almeno in questo caso, ha delle controindicazioni.

Ricerca

Le notizie del giorno