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La storia della foto di Falcone e Borsellino

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i magistrati uccisi dalla mafia in due attentati a distanza di meno di due …
La foto più famosa che ritrae insieme Giovanni Falcone e Paolo Borsellino venne scattata una sera del 27 marzo del 1992, durante la presentazione della candidatura alla Camera dei deputati del collega Giuseppe Ayala. I due giudici si parlano a bassa voce, sorridono, probabilmente perché stanno scherzando in confidenza, come due amici qualunque. È Tony Gentile, fotoreporter palermitano del Giornale di Sicilia, a immortalare quel momento di confidenza divertita che diventerà l'immagine più celebre dei due giudici e simbolo stesso della volontà di una terra di liberarsi dalla logica mafiosa. L'autore ha raccontato all'Inkiesta come è nata l'immagine: "Una sera, il 27 marzo di quell'anno, mi sono trovato a coprire un convegno legato alla candidatura del magistrato Giuseppe Ayala. Falcone e Borsellino erano seduti a quel tavolo. Non so cosa si siano detti, ma a un certo punto tra di loro si è creato questo momento di battuta e hanno sorriso. Io credo che stessero scherzando su una delle persone sedute al tavolo con loro. Ma è una mia idea. Così è venuta fuori quella foto".

Quella sera erano presenti anche altri fotografi e vennero fatti altri scatti, ma solo Gentile ebbe la prontezza di riflessi di immortalare quel momento confidenziale tra i Falcone e Borsellino; l'intera sequenza di scatti verrà esposta a Palermo a partire da oggi 24 maggio fino al 3 giugno, in occasione del ventennale della strage di Capaci e di via D'Amelio. Tuttavia la foto non venne pubblicata immediatamente. Nonostante in redazione fecero apprezzamenti per l'immagine, rimandarono la pubblicazione a data da destinarsi e solo l'indomani dell'uccisione di Borsellino, il 20 luglio, i principali quotidiani nazionali riportavano la foto di Gentile che rappresentava l'amicizia e la complicità dei due giudici.

Lo scatto divenne anche simbolo della legalità e della lotta contro la mafia, della rinascita della Sicilia: "Quello scatto, purtroppo, ha acquisito il significato che oggi gli diamo per quello che è successo dopo, a causa delle stragi. Se non fossero stati uccisi Falcone e Borsellino, sarebbe stata una foto come un'altra. C'è stato un editore in città che decise di metterla sui manifesti contro la mafia che venivano affissi a Palermo in quei giorni. Qualcuno pensava che io fossi l'unico fotografo presente quella sera al palazzo Trinacria. In realtà c'erano altri colleghi che scattarono foto simili. Ma quella complicità, quei sorrisi ce li ha solo quella foto".

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