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Foto famose: la foto del mostro di Loch Ness

(AP)Scozia - La leggenda del mostro del lago di Loch Ness ha radici ben lontane. Il primo avvistamento di questo mostro lacustre risale al 565, anno in cui il monaco irlandese San Columba, nella sua Vita Sancti Columbae, parla del funerale di un abitante delle coste del fiume Ness (un emissario del Loch Ness), ucciso da una selvaggia bestia marina. Il mostro sarebbe uscito dalle acque strisciando e assalendo l'uomo e sarebbe stato scacciato con le preghiere del frate. Da allora si contano numerosi avvistamenti, anche sulla terra ferma. Le testimonianze parlano di sagome diverse dello strano animale: con due gobbe, con una lunga testa, dalla silhoutte nera. Così come sono molte le ricostruzioni dell'immagine del mostro, sotto forma di dipinto, di fotografie e di pellicole.

La prima immagine scattata al presunto animale risale al novembre del 1933, per mano di Hugh Gray, e mostra un lungo oggetto sinuoso che nuota in superficie facendo ribollire l'acqua intorno. La foto più famosa (quella che vediamo sopra) è tuttavia "La foto del chirurgo", scattata da Robert Kenneth Wilson nei pressi di Invermoriston, con l'ausilio dell'amico Maurice Chambers il 19 aprile 1934. Lo scatto finì sulla prima pagina dello Scottish Daily Record con il titolo "Misterioso oggetto nel lago di Loch Ness".  Ma solo sessant'anni più tardi, nel 1994, il Centro di Loch Ness provò che lo scatto era un falso. Il mostro, peraltro immortalato da Wilson in molte altre foto divenute famose, non era altro che un modellino creato con l'ausilio del suo patrigno, creato con un sottomarino giocattolo, una testa e una coda; il motivo dell'inganno era riuscire a soddisfare la richiesta del Daily Mail, che aveva affidato il compito al medico di trovare tracce dell'animale e provarne l'esistenza.

Del resto, non esiste alcuna prova scientifica dell'esistenza del mostro, nonostante ci siano a riguardo numerose teorie da parte dei sostenitori della leggenda. La più accreditata è l'ipotesi che si tratti di un esemplare di plesiosauro e di elasmosauro, sopravvisuti in qualche modo all'estinzione. I sostenitori affermano che non si potrebbe definire dinosauro, ma un rettile marino dell'era mesozoica, che può vivere sulla terraferma (per cibarsi) per poi tornare periodicamente nell'acqua in quanto animale marino. Per riassumere le suggestioni, le testimonianze e gli studi a riguardo, dovrebbe trattarsi di un grosso animale marino, con fattezze da dinosauro e l'aggressività di uno squalo. Peccato che gli scettici e la comunità scientifica degli zoologi abbiano più volte fatto notare come un animale di quella stazza non potrebbe passare inosservato sulla terraferma e come siano risultate inattendibili testimonianze come questa: "Piovigginava leggermente, il lago era grigio, il cielo era grigio e il colore della creatura era grigio scurissimo, in netto contrasto con lo sfondo più chiaro dell'acqua e del cielo. Il mostro era immobile in superficie, rivolto in direzione di Inverness. La lunghezza era di quasi dieci metri; è difficile valutare la distanza esatta che ci separava, tuttavia era abbastanza vicino a noi perché potessimo vederlo molto distintamente. C'erano tre gobbe, la più grande nel mezzo e la più piccola dietro il collo, che era lungo e snello, con una testa piccola e priva di tratti visibili. Immergeva spesso la testa nell'acqua, come per mangiare o forse semplicemente per divertirsi" (Marjory Moir, 1936).

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