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I ghiacci del Polo Nord scompariranno entro il 2050?

Quest'immagine mostra lo stato preoccupante in cui versa la calotta polare, quindi anche lo stato di salute del pianeta. Il surriscaldamento globale ha ridotto i ghiacci del Polo Nord in una condizione allarmante: a oggi, quindi al termine della stagione estiva, l'ultimo rilevamento registrato misura poco più di 5 milioni di chilometri quadrati, il 18% in meno rispetto al precedente record (negativo) dell'estate del 2007, ricordata per la minima estensione mai raggiunta della superficie ghiacciata. Già il 2011 fece segnare estensioni di superficie ghiacciata molto basse, in linea col 2007, vanificando il sogno di un possibile recupero dei ghiacci che invece sembrava possibile dai dati positivi del 2008 e 2009.

In altre parole, stiamo assistendo ad un record che batte ogni volta quello precedente: il ghiaccio marino si è ridotto nel 2007 del 22% al di sotto del precedente record del 2005. E la fusione del ghiaccio antartico è il primo indicatore di quanto il riscaldamento globale stia influenzando la Terra, è come se fosse il termometro più sensibile della natura perché è la prima zona del pianeta a subire i cambiamenti climatici. Lo scienziato Walt Meier ha cercato di spiegare ai non addetti ai lavori quanto sia importante la calotta polare: "Agisce essenzialmente come un condizionatore per mantenere le cose più fresco. E quando il ghiaccio si scioglie più del mare è come se il condizionatore d'aria non funzionasse più in modo efficiente". Secondo la previsione degli esperti, il ghiaccio potrebbe scomparire del tutto entro il 2050, ma se si continuano a registrare cali così allarmanti, allora i tempi si potrebbero accorciare di molto. "Questo fatto significa che si verificando un fenomeno di lunga durata, che non si tratta semplicemente di una anomalia a breve termine".

Ghiacci artici in scioglimento recordNell�ultimo anno il volume del ghiaccio marino artico � diminuito del 50% in pi� del previsto.


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