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Horst Faas, biografia del leggendario fotografo di guerra

È morto all'età di 79 anni Horst Faas, due volte premio Pulitzer e celebre fotoreporter della guerra in Vietnam. Nato a Berlino, a 21 anni era già inviato nel sud-est asiatico; a 23 anni iniziò a lavorare per Associated Press come free lance in luoghi ad alto rischio, come la Cambogia, il Laos, il Congo e il Bangladesh. Ma è proprio in Vietnam che il suo lavoro raggiunse l'eccellenza: visse fino al 1974 a Saigon, dove nel '67 rischiò di morire a causa di una granata che lo colpì alla gamba e nel 1962 divenne capo fotografo di AP per il sud-est asiatico. Il primo premio Pulitzer arriva nel 1965 per il suo lavoro in Vietnam e il secondo nel 1972, per il suo reportage dal Bangladesh.

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“Napalm Girl” di Nick Ut. Senza l'intervento di Fass forse non sarebbe mai stata pubblicata.“Napalm Girl” di Nick Ut. Senza l'intervento di Fass forse non sarebbe mai stata pubblicata.A Faas va il merito di aver diffuso immagini crude e scomode in quella che era un'America riluttante all'orrore della guerra. Scatti che riprendevano morti, in molti casi bambini terrorizzati e civili straziati dal dolore della perdita dei propri cari. Fu lui a insistere perché la celebre fotografia “Napalm Girl” di Nick Ut che immortala una bambina nuda mentre scappa da un bombardamento al napalm venisse pubblicata. Si dovette scontrare più volte come editor e capo fotografo con la sede di AP, che provò a opporre resistenza anche per la pubblicazione dello scatto di Eddie Adams, “Esecuzione di Saigon”, in cui il generale della polizia di Saigon , Nguyen Ngoc Loan, spara ad un prigioniero vietcong alla testa.
“Esecuzione di Saigon”“Esecuzione di Saigon”Ma Faas ebbe la meglio ancora una volta e le foto divennero ben presto il simbolo stesso dell'atrocità di quel conflitto. Faas rivoluzionò il modo di raccontare la realtà sul campo, arruolando giovani talenti e free lance stranieri e imponendo "nuovi standard per chi decideva di raccontare una guerra con la macchina fotografica", fa sapere AP.

Faas era malato da diversi anni a causa di un'emorragia spinale che lo costrinse nel 2005 alla sedia a rotelle, paralizzandolo dal bacino in giù. Negli ultimi tre anni le sue condizioni di salute erano peggiorate, ma fino al 2008 ha continuato a partecipare a mostre e convegni, con la stessa passione che lo spinse sul campo come fotoreporter.

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