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Il meteorite lunare da record

Dar al Gani
L'appello è rivolto a tutti gli astronomi o appassionati: il meteorite lunare Dar al Gani è all'asta. Si ipotizza che il prezzo finale di vendita possa arrivare alla cifra record di 380 mila dollari. Del tutto verosimile, se si pensa che a oggi l'offerta più alta è a quota 170 mila dollari e l'asta chiuderà ufficialmente solo il 13 ottobre. Ma cosa rende così speciale questo meteorite da essere valutato a peso d'oro? Per quanto il nome faccia pensare che si tratti di meteoriti trovate sulla superficie della Luna - come ad esempio il meteorite Hadley Rille - o di rocce lunari portate sulla Terra dagli astronauti o da sonde automatiche, il meteorite lunare rientra in tutt'altra categoria. Si tratta di meteoriti che si sono originate dalla Luna e sono cadute sulla Terra in seguito ad un forte impatto meteoritico sulla Luna in grado di far schizzare nello spazio dei frammenti rocciosi. È un tipo di meteoriti piuttosto raro: nel Meteoritical Bulletin Database sono elencate infatti solo 155 meteoriti di questo tipo, per la maggior parte di massa totale conosciuta inferiore ai 100g. Il Dar al Gani 400 rappresenta il più grande meteorite rinvenuto: è una singola roccia del peso di 1425g trovata nel Sahara libico. Ecco spiegata quindi la sua rarità.

L'era spaziale, un sogno interrotto che oggi riparte da MarteWashington (TMNews) - Era stato il presidente John Fitzgerald Kennedy a lanciare gli Stati Uniti verso la conquista dello spazio nei primi anni Sessanta. Un momento storico segnato dalla Guerra fredda e dai successi sovietici simboleggiati dallo Sputnik e dall'impresa di Yuri Gagarin. In quel clima di tensione e competizione globale, gli americani trovarono la forza e la visione per portare per primi un uomo sulla Luna, quel Neil Armstrong di cui in queste ore il mondo piange la scomparsa a 82 anni. Le immagini dell'epoca riportano in vita un'era, quella della corsa allo spazio, nella quale l'umanità sembrava in grado di conquistare qualsiasi traguardo e di realizzare i sogni della fantascienza. "Dio, ci vorrebbe Omero per descrivervi quello che vedo! Dio, a volte gli uomini sono così belli!", scriveva una giovane Oriana Fallaci da Cape Canaveral. Gli anni successivi hanno poi dimostrato che la strada era più difficile del previsto e, tra gli Scudi stellari di Reagan, recessioni economiche e la fine dell'Unione sovietica lo spazio è diventato sempre più un luogo militarizzato o abbandonato, come i relitti delle missioni Apollo che ancora oggi riposano tristemente sulla Luna. Fine dei sogni? Forse no. Perché nonostante i tagli alla Nasa, gli Stati Uniti stanno riprovandoci e l'obiettivo è, in questo ancora in linea con i sogni della fantascienza classica, Marte. Chissà che lo sbarco della sonda Curiosity sul pianeta rosso non sia un nuovo primo piccolo passo verso il futuro.

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