Alla Camera apre il parrucchiere per donna grazie a Laura Boldrini

Alla Camera dei Deputati si lavora sulle pari opportunità a 360 gradi. Tra i privilegi sessisti del Parlamento c'era anche quello dei professionisti del capello, presenti da anni solo in qualità di barbieri, quindi ad uso esclusivo degli uomini. Ma l'aumento delle quote rosa tra i deputati (circa il 30%) ha inevitabilmente aperto le porte a esigenze prettamente femminili, quali il parrucchiere. E se fino a ieri i sette barbieri della Camera erano costretti a fare qualche eccezione e ad aprire le porte dei loro saloni alle donne scapigliate, ora, grazie a Laura Boldrini, le deputate potranno farsi piega e shampoo in tutta serenità tra una consulta e l'altra, un'acconciatura prima di uscire dall'ufficio o un colore anti ricrescita in pausa pranzo.

In altre parole, al servizio di barbiere interno alla Camera verrà affiancato quello di parrucchiere per signora: lo stabilisce una recente delibera del Collegio dei Questori. La Boldrini, finalmente, non dovrà più sentirsi ripetere domande come "dobbiamo uscire dal Palazzo per una piega quando i deputati possono farsi in qualsiasi momento barba e capelli?": da oggi il servizio è esteso anche alle donne.

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Dalla segreteria della presidente della Camera fanno sapere che non ci sarà nessuna eccezione alla spending review, perché saranno gli stessi barbieri a diversificare il loro lavoro e il listino prezzi. Nessuna nuova assunzione, dunque, né prezzi di favore che, assicurano, saranno quelli di mercato. Al bando i bigodini sotto banco, le deputate potranno sfoggiare capelli nuovi con orgoglio.