Gossip di Palazzo
  • Tutte le frecciatine di Berlusconi alla Bindi

    Se c'è una cosa a cui Silvio Berlusconi non sa resistere è ridicolizzare pubblicamente Rosy Bindi. Questa volta, galeotta fu la cerimonia di insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dove i due si sono trovati faccia a faccia e protagonisti del solito siparietto. «Ho visto che ha versato lacrime di commozione. Non ci aspettavamo da un uomo, pardon da una donna, come Bindi, tante lacrime», ha detto Berlusconi alla presidente della Commissione parlamentare antimafia, che ha risposto: «E io mi aspettavo da lei che fosse diventato un po’ più galante…». «Signora, io sono sempre galante», e via di baciamano strafottente.

    Persino Matteo Renzi, alla vista dei due insieme, accompagnati da Renato Brunetta, si è dato alla macchia: «Qui accanto c’è il terzetto Brunetta, Bindi, Berlusconi». Le aspettative sul duo, invece, non sono state disattese: Berlusconi è riuscito, nonostante fosse afono, a fare la solita battutaccia sulla Bindi. La prima venne detta dall'ex premier nel

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  • Yanis Varoufakis è il nuovo ministro delle Finanze greco, all’interno del governo di Alexsis Tsipras, trionfatore alle ultime elezioni politiche in Grecia. Tutti gli occhi politici dell’Unione europea sono puntati su di lui perché è da quel dicastero che passeranno le decisioni finanziarie di Tsipras, ed è da lì che dovrebbe partire l’alternativa all’austerità e al rigore di Angela Merkel. Ma Varoufakis fa parlare di sé anche per altre questioni, più frivole se vogliamo, soprattutto legate all’immagine (che, nel caso specifico, vuol dire tanto).

    Primo: il look. Varoufakis non indossa cravatte. Come il suo premier, del resto. Con buona pace di Matteo Renzi, che a Tsipras ne ha regalata una da mettere quando finirà la crisi (vedi video qui sotto). Regalo sbagliato: l’assenza della cravatta è evidentemente un tratto distintivo, perché a volte la forma e la sostanza vanno di pari passo. Come le camicie dai colori non convenzionali, il giubbotto di pelle e la motocicletta, fanno parte

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  • Razzi fa un pisolino durante l'elezione presidenziale

    Il senatore è stato pizzicato da un parlamentare pentastellato mentre si riposa su una poltrona

    "Votare per il Presidente della Repubblica stanca...": questo sagace messaggio di Roberto Cotti, parlamentare del Movimento 5 stelle, accompagna uno scatto rubato del senatore di Forza Italia Antonio Razzi all'interno di Montecitorio, impegnato a recuperare le forze dopo la prima votazione per il nuovo inquilino del Quirinale.

    Razzi appare rilassato e incurante di essere nel bel mezzo di uno dei passaggi cruciali del meccanismo politico nazionale, e schiaccia sereno una pennichella su un divanetto del cosidetto "Transatlantico", il grande salone lungo ed imponente, centro informale della vita politica italiana.

    Dopo aver ricevuto lo scatto da un mittente lasciato nell'anonimato, Cotti ha inviato la foto in rete, continuando ad alimentare il "fenomeno Razzi" che sul web è nutrito anche e soprattutto dal diretto interessato. Qualche mese fa, infatti, in un tweet il senatore "cinguettava" di una sua possibile candidatura al Quirinale, ma ha prontamente rassicurato tutti dicendo che "non

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  • "Se fossi Presidente": Simona Ventura intervista Giancarlo Magalli in esclusiva

    Nel 1988 la lanciò nel mondo della televisione, oggi la conduttrice chiede a Giancarlo Magalli cosa farebbe se fosse Presidente della Repubblica

    #MagalliPresidente è uno degli hashtag più popolari delle ultime settimane. Nella corsa al Quirinale, mentre dal blog di Beppe Grillo la rete eleggeva Ferdinando Imposimato come candidato per il Colle, un'altra parte del web portava il nome di Giancarlo Magalli in vetta alle Quirinarie de Il Fatto Quotidiano il nome di Giancarlo Magalli si è fatto strada, conquistando oltre 17.000 voti. Simona Ventura ha voluto intervistare l'uomo che aggrega intorno a sé un largo consenso e che, nel lontano 1988, la volle come valletta nel programma "Domani Sposi", lanciandola nel mondo dorato della tv italiana.

    I 5.000 amici che Giancarlo Magalli gestisce dal suo account Facebook personale hanno dato il via a un movimento virale che ha portato il suo nome in vetta alle Quirinarie de Il Fatto. Ma lui al Colle porterebbe Walter Veltroni "perché è un amico[...] lo conosco da bambino, andavamo a mangiare la pizza insieme. [...] Sarebbe l'unico presidente di cui sarei amico".

    Tuttavia se potesse avere

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  • Gli eventi di Charlie Hebdo hanno sconvolto l’Europa, e destato il coinvolgimento in prima persona di milioni di persone, al grido di “Je suis Charlie”. In particolare, #jesuischarlie ha letteralmente spopolato sui social network, Facebook e Twitter, divenendo l’hashtag più seguito e partecipato del momento.

    Molti anche i VIP che hanno preso parte all’iniziativa, ribadendo l’importanza di un’opinione libera. E nella vastità delle espressioni di solidarietà, non potevano mancare gli epic fail. Ce ne regala uno, imperdibile, Marina Ripa di Meana, che su Twitter omaggia Charlie Hebdo fotografandosi con i suoi carlini, accompagnata da un cartello dove campeggia il motto dell’iniziativa.



    Peccato, però, che il francese della regina dei salotti televisivi non sia evidentemente dei migliori, e cada su un terribile “Je suise Charlie” (invece del corretto “Je suis”). A notarlo per prima è Selvaggia Lucarelli, che su Twitter bacchetta Ripa di Meana con un secco: “Dite a Marina Ripa di Meana che

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  • Daniela Santanchè e la svista su Twitter: “Basta #mosche”

    Un errore grammaticale è costato caro alla senatrice di Forza Italia

    Il bello della lingua italiana è che basta un accento per cambiare significato alle parole o una “e” mancata per stravolgere completamente il senso di una frase. È accaduto a Daniela Santanchè, che al posto di scrivere su Twitter “moschee”, plurale di moschea, ha scritto “mosche”, con tanto di hastag: «#mosche a Milano #nograzie. #forzaitalia consegna firme degli abitanti della zona». Tanto è bastato, una lettera scordata, per accendere l'ironia della rete e trasformare un tweet battagliero in un'uscita esilarante. Pure una battaglia contro le cimici non guasterebbe,“Le porto la racchetta elettronica. Rigorosamente cinese”, “Bella idea. E a chi le consegnate? Al calabrone capo?”, sono solo alcune delle battute ironiche in risposta al refuso della senatrice forzista, non nuova a strafalcioni.

     

    Tweet di Daniela SantanchèTweet di Daniela Santanchè

    Risale al 2012, infatti, il tweet che la consacrò a zimbello della rete per diversi giorni. All'epoca, il suo compagno Alessandro Sallusti venne processato e condannato per diffamazione a

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  • Niente foto per Enrico Letta a Palazzo Chigi

    Enrico Letta, niente foto a Palazzo ChigiEnrico Letta, niente foto a Palazzo Chigi

    Sulla parete dell'anticamera della Presidenza del Consiglio manca all'appello Enrico Letta. Un dettaglio che è passato inosservato finora per il semplice fatto che in pochi hanno accesso alla Sala Verde di Palazzo Chigi, ma che non è sfuggito all'occhio clinico di Massimo Gibelli, portavoce della segretaria generale della Cgil. Il collaboratore di Susanna Camusso, dopo l'incontro con i sindacati a Palazzo Chigi, ha immortalato le immagini incorniciate dei Presidenti del Consiglio e con un tweet si è domandato che fine avesse fatto la fotografia d'ordinanza di Letta. L'ultimo premier immortalato, infatti, è Mario Monti, che campeggia su quel muro accanto a Massimo D'Alema, Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Giulio Andreotti e tutti i loro predecessori.

    Il grande assente è proprio l'ex premier del Pd, che non figura affatto tra le foto ufficiali dei Presidenti del Consiglio italiani: al suo posto c'è un appendiabiti. Eppure Letta si è dimesso da Presidente del Consiglio il 14 febbraio

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  • Rita Moriconi

     Un vibratore giustificato come spesa “per pranzo o cene di lavoro e hotel con amministratori locali su politiche regionali”. È quanto emerge dall'inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dei consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna, che ha portato alla notifica di 42 avvisi di fine indagine. Il rimborso in questione sarebbe stato emesso per ben due volte per un totale di 167 euro a favore della consigliera Rita Moriconi: la prima per 83,50 euro, a cui è stato allegato la ricevuta del pagamento bancomat senza il documento fiscale; la seconda volta, sempre per la medesima cifra, è stato allegato solo il documento fiscale.

    A rivendicare l'acquisto del vibratore, tuttavia, è Rosario Genovese, candidato alle precedenti elezioni regionali ma non eletto, che si è presentato spontaneamente in procura per dare testimonianza della spesa sui generis. Lo ha confermato il procuratore aggiunto e portavoce della Procura, Valter Giovannini: «Effettivamente questa mattina si è presentato un

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  • MIlena Gabanelli, è polemica con PradaMIlena Gabanelli, è polemica con PradaDopo le polemiche con la Moncler sul servizio dedicato da Report alla piuma d'oca, che hanno infiammato sulle pagine dei giornali per tutta la scorsa settimana, Milena Gabanelli arriva ai ferri corti con un altro grande marchio della moda Made in Italy, Prada.

    L'inchiesta della trasmissione, che rivelava l'uso, da parte di Moncler, di piuma d'oca proveniente da allevamenti nei quali gli animali venivano letteralmente seviziati, è stata infatti definita dal CEO di Prada, Patrizio Bertelli, parte di una “cultura del passato oramai sorpassata da 20 o 30 anni”, adottando la quale “la Gabanelli si è dimostrata stupida”.

    “È naturale che in un mondo globalizzato un'impresa cerchi risorse produttive con costi più contenuti”, ha aggiunto poi Bertelli durante un'intervista al Fashion Summit di Milano, “per esempio in Ucraina o in Slovenia, e non si può impedirlo in un mercato liberale. Questo non vuol dire che noi dobbiamo fare i carabinieri sui produttori ai quali ci affidiamo. Lo stesso

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  • Flavio TosiFlavio Tosi

    Flavio Tosi come Silvio Berlusconi. Il sindaco leghista di Verona si è autoproclamato candidato ideale per la guida del centrodestra. Lo ha dichiarato senza mezzi termini in un'intervista rilasciata al settimanale Oggi, in edicola da domani: «La mia ambizione è dare seguito all’accordo con Salvini e Maroni. Salvini segretario e io candidato alla costruzione di una leadership nel centrodestra». E a chi lo accusa di essere anti-Salvini risponde: «È un ragazzo spontaneo e sincero. Sincero vuol dire credibile. E la credibilità in politica è tutto». Ma anche una visione lungimirante e una tenace possono fare la differenza, secondo Tosi: «Più che altro mi preoccupa che Matteo non veda il centrodestra come un fronte unico e privilegi una parte sull’altra. Così si lascia il centro a Renzi. E il centro è determinante per vincere».

    Non solo campagne populiste contro l'Europa, dunque. Per il sindaco leghisa la questione è molto più complessa di quanto voglia far credere Salvini con i suoi

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