Gossip di Palazzo

Augusta Iannini, la moglie di Vespa all'Authority sulla Privacy: 'controllerà' il marito

Augusta Iannini con il marito Bruno vespaFumata bianca per Agcom e Garante della Privacy. I commissari sono stati eletti alla Camera e al Senato. L'indicazione arriva direttamente dai partiti e nel caso del Pdl va dritto su Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa, che viene nominata alla Privacy. Ecco che Silvio Berlusconi riesce ancora una volta a spiazzare i suoi, già pronti - almeno in cento - a votare il deputato Enrico Costa, che fa cavallerescamente un passo indietro. Scontenti anche Radicali e Idv, che insieme ad associazioni e sindacati, minacciano battaglia contro le nomine - a detta loro - antidemocratiche.

Anche Lady Vespa esprime il suo disappunto, se pur blando: "E pensare che io sarei voluta tornare in magistratura". Forse per dissipare i dubbi dei malpensanti che vedono nella sua nomina un emendamento ad personam. A riprova di quanto dichiarato ci sono le sue domande (mai accolte) per la presidenza del tribunale di Tivoli, per la presidenza di una sezione del tribunale di Roma e per la Procura generale della Cassazione. "La signora delle inchieste", "La zarina", questi sono solo alcuni dei soprannomi che la sua intensa attività di magistrato ha collezionato. Attività che l'ha spesso portata a tirar tardi in ufficio e che ha fortemente voluto. Tuttavia sembra che qualcuno avesse in serbo altri progetti per lei e la sua toga ora deve attendere i sette anni della carica di commissario.

Pare che la Iannini frequentasse spesso Palazzo Grazioli, anche nei momenti più bui dell'ex premier. Fedelissima, come il marito. Non stupisce la sua nomina, quindi, ma diventa un evidente caso di favoritismo e una minaccia alla democrazia: "Abbiamo fatto una simulazione di voto tra i cittadini e dalle 47mila risposte avute è risultato che gli italiani vogliono Stefano Rodotà all'Agcom, Manconi alla Privacy e la Gabanelli presidente Rai", sostiene l'avvocato Guido Scorza della Open Media Coalition. Accuse pesanti anche da parte di Stefano Rodotà: "Mi pare sia stato fatto un gravissimo errore considerando l'attenzione dell'opinione pubblica sul tema delle candidature. Non ascoltare i cittadini produce sempre danni alla democrazia".

E il marito Bruno Vespa? Nessuna preoccupazione per lui, nonostante il lavoro della moglie possa entrare in conflitto d'interessi proprio con la sua trasmissione Porta a Porta: "Siamo laureati entrambi con una tesi sul diritto alla riservatezza. Ma all'università mia moglie era più brava di me".

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