Gossip di Palazzo

Berlusconi e la fine del Pdl

Silvio Berlusconi (Kikapress)"Il Pdl è finito. Il Pdl non è più il mio partito". Così Silvio Berlusconi decreta la fine del Popolo delle Libertà. Chiuso nel bunker di Palazzo Grazioli dalla sconfitta elettorale dei giorni scorsi, secondo le indiscrezioni rivelate da Repubblica, l'ex premier starebbe studiando un nuovo progetto politico insieme ai suoi fedelissimi Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Paolo Bonaiuti. Gli altri rimangono fuori e, anzi, diventano dei nemici. Tanto che il vertice di partito previsto per ieri è stato annullato dallo stesso Berlusconi, per evitare di affrontare lo stato maggiore pidiellino (e i suoi "colonnelli") e la conseguente guerra interna che sta per esplodere. Solo contro tutti. Sì, ma da dove iniziare?

Paradossalmente dall'esempio di uno dei suoi rivali più diretti: "Bisogna cambiare tutto. Basta con questo partito fatto di coordinamenti, tessere, congressi. Questo non è più il mio partito. Basta con questa struttura senza senso, con questi coordinamenti, con questi congressi. Dobbiamo imparare da Grillo". Era dai primi risultati delle amministrative che giravano voci in merito all'apprezzamento del modus operandi di Grillo da parte del Cavaliere. Ora la conferma: "Quel Grillo piace, dovrebbe essere uno di noi. O meglio dovremmo essere noi come lui. La gente vuole quello. Vuole sentire quelle cose e non i congressi e i coordinamenti. Ma secondo voi a Parma chi ha fatto vincere il grillino? Noi, i nostri elettori".

Di certo un'analisi lucida e inappuntabile. Ma chi candidare come leader del nuovo partito? Berlusconi stesso, che si ritiene l'unico e possibile interlocutore per un progetto rivoluzionario: "Solo io posso guidarlo. Purtroppo non esiste. Ci sono solo io. Solo io posso salvare. Solo io posso candidarmi come leader. E lo farò, credetemi". Un ex premier deluso e sconfortato, soprattutto da coloro che avrebbero dovuto gestire la sua eredità politica : "Se avessimo fatto già in questa occasione le liste civiche staremmo parlando di un'altra storia. E invece La Russa mi diceva che bisognava strutturare il partito, Angelino che disorientavamo. Ecco, invece, così abbiamo orientato. Bel capolavoro". Parole dure, che non lasciano scampo a ripensamenti né alla diplomazia.

Tuttavia la sua linea futura rimarrebbe moderata, come già annunciato in precedenza: "I moderati in Italia non ci sono più. Dove sono? Tutti e tutto è radicalizzato. Perché noi dovremmo fare i moderati? Casini non vuole venire con noi? Bene. I fascisti si vogliono tenere il partito? Meglio, si tengano il Pdl". Motivo per cui si potrebbe prospettare un estremo avvicinamento al Pd, con cui Berlusconi vorrebbe persino un'intesa elettorale per il secondo turno. Pur di salvare il suo progetto politico, sarebbe dunque disposto a scendere a patti col nemico. Che stia realmente finendo l'era berlusconiana? Ecco la risposta fatalista di Berlusconi: "Cambiamo gioco e vediamo che succede".

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