Gossip di Palazzo

Borghezio: gli alieni esistono e hanno paura del nucleare

Borghezio (LaPresse)
Secondo Mario Borghezio "i governi occidentali, Nato, Russia e Usa ci nascondono l'esistenza degli alieni". Lo ha denunciato a Strasburgo dopo la dichiarazione del primo ministro russo Dmitri Medvedev: "Sono tra noi e sono tanti, troppi perché, rivelandone le identità, non si crei il panico". Per l'europarlamentare leghista le forma di vita aliene non solo sarebbero realmente esistenti, ma avrebbero persino paura dell'utilizzo che noi umani potremmo fare del nucleare. Insomma, sono tra noi: ci osservano, ci spiano e ci tengono sotto controllo perché ci temono, lo ha dichiarato in un'intervista a Il Fatto Quotidiano. Borghezio ha la prima soffiata da un europarlamentare di sinistra, "uno scienziato scrupoloso", che ammette l'esistenza degli extraterrestri. Così approfondisce la questione: "Mi disse di temere che le maggiori cancellerie del mondo coprano l'esistenza degli Ufo. Anche io un tempo ero fra gli scettici, ma poi un giorno ascoltando Radio Padania cominciai a interessarmi della questione".

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Tanto da mantenere contatti con una giornalista americana molto esperta sulla questione e temere più di tutti i parlamentari dell'Est Europa, rei di nascondere la verità al popolo. Vai a capire perché proprio loro. Tant'è, la missione di Borghezio è ora quella di abbattere il muro europarlamentare dello scetticismo e del silenzio e portare avanti la causa per conto dell'Italia. Come se qualcuno glielo avesse mai chiesto. Dalla sua anche la Chiesa: "Anche la Chiesa si è pronunciata. Ha detto che non è da escludersi una forma di vita esterna. La Chiesa valuta sempre con attenzione. Ora serve la verità. Medvedev ha rotto il silenzio. Fuori i documenti top secret". All'appello manca solo l'opinione di Bossi e Maroni: più che un'epifania aliena ora si attende una verace reazione leghista alla questione più spinosa dell'anno.

Spazio, la sonda della Nasa "Voyager I" vola oltre l'EliosferaCape Canaveral (TMNews) - E' un confine labile ma significativo e se mai le epiche "Colonne d'Ercole" esistessero davvero, è molto probabile che siano quelle che la sonda della Nasa Voyager I ha appena valicato: quelle della Eliosfera, la bolla elettromagnetica generata dal Sole che avvolge il sistema solare. Ora la navicella spaziale, lanciata negli anni Settanta, come l'Enterprise del capitano Kirk è davvero "là dove nessuno è mai giunto prima", nello spazio interstellare, al di fuori di qualunque fenomeno d'influenza che, in qualche modo possa ricondurla al suo luogo di provenienza, la Terra e il sistema Solare, a una distanza di circa 20 miliardi di Km da noi. Il superamento di questo confine, secondo gli scienziati, sarebbe confermato dai dati che la sonda, ancora perfettamente funzionante, sta inviando sulla Terra: dati sensibilmente diversi da quelli inviati nei primi 30 anni della sua vita spaziale. Ad esempio Voyager avrebbe rilevato raggi cosmici

provenienti dall'esterno del sistema solare con una energia maggiore e, contemporaneamente registrato un calo delle particelle emesse dal Sole. Nonostante l'anzianità e l'enorme distanza che la separa dalla Terra, Voyager è ancora utilissima, ad esempio per capire come i raggi cosmici provenienti dallo spazio esterno riescono a entrare nel sistema solare. La sonda Voyager I fu lanciata nello spazio da cape Canaveral il 5 settembre del 1977, assieme alla sua gemella Voyager II, anch'essa ancora in viaggio. Entrambe dovrebbero funzionare almeno fino al 2020 e, se mai incontrassero degli alieni, hanno a bordo un disco d'oro con incisioni che spiegano come sono fatti e dove sono gli esseri umani che le hanno costruite.

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