Gossip di Palazzo

Buonitalia spa di Zaia. Un'altra storia di sprechi "made in Italy"

La spending review sopprime definitivamente Buonitalia SpA e ne trasferisce le funzioni e il personale all'ex ICE (Istituto Commercio Estero), oggi Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.
Capitolo chiuso quindi per quella che fu la società in home del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (che ne possedeva il 70%) rilanciata tra il 2008 e il 2010 dall'allora ministro leghista Luca Zaia per promuovere il made in Italy enogastronomico nel mondo con 50 milioni di fondi europei.

Enti soppressi dalla spending review di cui non sentiremo la mancanza

Ma come spesso accade in Italia qualcosa è andato storto e quel qualcosa si riassume in una gestione affidata a uomini di fiducia di Luca Zaia (in primis, Walter Brunello, trevigiano, nominato amministratore delegato di Buonitalia dall'ex ministro, poi allontanato dal suo successore Giancarlo Galan) che ha portato la società al crack e quindi alla liquidazione. Risultano infatti passivi tra i 20 e i 22 milioni, una coda di creditori tra cui Verona Fiere (3,5 milioni), Grana Padano (2,8 milioni), il Consorzio Parmigiano Reggiano (2,8 milioni) e un operato da molti considerato poco trasparente e, potremmo dire, discriminatorio. All'indomani della nomina di Walter Brunello a Buonitalia, in una nota del 21 ottobre 2008 pubblicata sul sito della Regione Veneto (quando era ancora presidente Galan e Zaia presiedeva il Ministero delle Politiche Agricoltura) si legge testualmente: "Nel complimentarmi vivamente con il dott. Brunello, gli ho raccomandato di non perdere mai di vista, nel suo nuovo incarico romano, gli interessi del Veneto in campo sia agroalimentare che turistico".

E il fidato dott. Brunello sembra aver accolto diligentemente questo consiglio, visto che l'attività di promozione avrebbe riguardato quasi esclusivamente prodotti e aziende del Nord-Est (con una particolare attenzione per il trevigiano, patria del governatore ed ex ministro Zaia), come ad esempio il formaggio Asiago, la Bresaola della Valtellina e la pancetta della Val Venosta. Secondo Paolo Russo, presidente della commissione Agricoltura alla Camera (PDL) si tratta di uno "scandalo geopolitico", infatti dichiara in un'intervista a Panorama di qualche mese fa: "I progetti della Buonitalia riguardano praticamente soltanto i prodotti del Nord-Est. Niente è stato fatto per il Centro-Sud, dal pomodoro alla pizza, dalla pasta all'olio. Nemmeno per la mozzarella di bufala, in crisi per la diossina, si è speso un centesimo".

Non si possono poi dimenticare altre iniziative come il servizio promosso da Buonitalia sulla rivista Il Welfare, poco prima delle elezioni regionali del 2010, che vedeva l'aspirante governatore Zaia  protagonista di 11 pagine più la copertina e di un suggestivo set fotografico che lo vedeva immerso in ambienti bucolici, tra spighe di grano e bicchieri di vino. Un'operazione costata 450mila euro di soldi pubblici, che gli ha permesso di raggiungere in piena campagna elettorale 18mila famiglie in Veneto e 250mila in tutta Italia.

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