Gossip di Palazzo

Caso Formigoni-Daccò

Roberto Formigoni (KIkapress)Roberto Formigoni torna a parlare del caso di Piero Daccò e lo fa con una lettera aperta, a seguito delle molteplici richieste da parte della stampa di dimostrare la sua innocenza: "Piero Daccò ha o non ha tratto qualche indebito vantaggio da Regione Lombardia per il fatto di conoscermi? La mia risposta è no ed è sempre stata no. Se la stampa dimostrerà il contrario, confermo che mi assumerò tutte le responsabilità. Ma ciò, mi si creda, è impossibile, ripeto, impossibile. Non cederò al ricatto di chi tenta di minare la credibilità mia e del governo della Lombardia".

La questione riguarda i viaggi a Parigi e ai Caraibi del 2009, 2010 e 2011. I verbali parlano di vacanze pagate da Daccò al governatore lombardo per cui non sarebbe mai stato rimborsato, mentre i voli sarebbero stati saldati dallo stesso Formigoni. Sotto accusa anche delle presunte cene a spese del faccendiere per il Meeting di Cl a Rimini: "Prenotavo circa dieci stanze che mettevo a disposizione dei miei ospiti. Inoltre organizzavo, durante ogni Meeting, una cena alla quale invitavo circa 50 persone. Spesso tali cene si allargavano anche agli amici dei miei ospiti, per cui vi partecipavano anche 180 persone. Per tali cene, sostenevo spese in ciascuna occasione di circa 18mila euro".

Decisa meticolosa la risposta di Formigoni: "Quando Daccò dice "non ho mai avuto nulla in cambio da Formigoni", è chiaro quello che intende dire e cioè che non ha mai avuto favori in cambio, ma c'è qualcuno che lo interpreta: "non ho avuto da Formigoni rimborso dei soldi anticipati". Sono stato talora ospite sulla barca Ad Maiora di Antonio Simone, amico da 40 anni, sempre su suo invito, spesso in compagnia di parenti o amici di Simone e di Daccò o di loro stessi: qualche weekend di giugno o luglio, alcuni giorni durante le vacanze di agosto. Altro che barche a totale disposizione per mesi e mesi! Le spese al Meeting di Daccò mi riguardano solo molto parzialmente: ho partecipato a tutte le 31 edizioni del Meeting e sono stato a colazioni o a cene con centinaia di ospiti; con Daccò solo due o tre volte".

Il governatore non solo smentisce le accuse, ma lo fa punto per punto, puntualizzando la sua posizione rispetto a tutti i presunti viaggi, anche se rimane la sua parola contro quella di Daccò: "Mai stato a Rio de Janeiro con Daccò. Le spese attribuite a Daccò nei resoconti giornalistici non riguardano certo me o solo me. 51 mila euro per un volo da Milano a Nizza? È una cifra inverosimile che toglie ulteriore credibilità al tutto". Innocente fino all'ultimo? Di certo fino a prova contraria.

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