Gossip di Palazzo

Dimissioni in blocco per una poltrona migliore

Luigi CesaroDimissioni di massa, è questo l'ultimo fenomeno in voga tra i politici italiani. Dimissioni per il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro (tecnicamente ha lasciato l'incarico in seguito a un voto del consiglio provinciale), che protesta "contro le severissime e assurde misure di spending review", ma promette: "Non si esaurisce oggi però il mio impegno per Napoli ed il Mezzogiorno. Con il partito valuterò il da farsi, anche in riferimento ad una mia eventuale candidatura alle prossime elezioni politiche". Si dimette il presidente della Provincia di Asti Maria Teresa Armosino, che protesta "per l'impossibilità manifesta di far valere le ragioni del territorio" e assicurerà alla sua terra il suo impegno "nell'ambito della mia attività di parlamentare". Dimissioni anche per il presidente della Provincia di Biella Roberto Simonetti che invece contesta "i dati drammatici del bilancio a causa dei tagli del governo" e proseguirà la sua attività politica, garantisce. Facile capire questa epidemia dimissionaria: la poltrona in parlamento vale ben più che una sedia in provincia. Lo dicono gli stipendi, i vitalizi e le agevolazioni, non è un segreto per nessuno.

Maria Teresa ArmosinoLa legge impone che per candidarsi in Parlamento i presidenti di provincia debbano lasciare l'incarico almeno sei mesi prima delle elezioni. Tutto torna, visto che le politiche si svolgeranno nella primavera del 2013 e la scadenza effettiva per le dimissioni è il 29 ottobre. Il "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" del 2000, infatti, stabilisce un margine di 20 giorni per rendere effettive le dimissioni: "Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della provincia diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio". In altre parole il 9 ottobre era l'ultimo giorno utile per lasciare ufficialmente la poltrona e tentare la scalata. Un altro motivo per molti dei dimissionari è rappresentato anche dal provvedimento del taglio delle province previsto dalla "Spending review", con cui entro il primo gennaio del 2014 scompariranno 31 province. Il rischio di rimanere senza un incarico era troppo alto, soprattutto per i capi delle province  con meno di 350mila abitanti o con un'estensione inferiore ai 2.500 chilometri quadrati. Dove ritroveremo gli ex presidenti e quali incarichi avranno? Sarà una decisione dei partiti di appartenenza. Che sono anch'essi allo sbando, quindi il caos permane.

"Mi dimetto, anzi no", l'annuncio "farsa" di Podestà - VideoDocMilano (TMNews) - "Oggi credo che ci sia il motivo per non dare" le dimissioni. Lo ha detto il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà in conferenza stampa, dopo aver annunciato, anche via Twitter, le "sue" dimissioni. "Esiste un patto con il territorio che porta a difendere l'interesse dei cittadini anche quando è scomodo, anche quando ti senti abbandonato da chi ci rappresenta a Roma", ha detto Podestà.

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