Gossip di Palazzo

Elezioni 2013: De Falco era pronto a salire in politica con Monti

De Falco (LaPresse)De Falco (LaPresse)Continua l'elenco dei nomi di papabili personaggi celebri (tutti non politici) che Monti vorrebbe nella sua lista nella corsa alle presidenziali. Dopo Valentina Vezzali e Annalisa Minetti, ecco comparire il nome di Gregorio De Falco, il capitano che intimò al telefono il comandante Schettino di risalire a bordo della Costa Concordia. Sono giorni che in rete si rincorrono le voci di una sua possibile candidatura, ma è arrivata prontamente la smentita da parte dell'interessato: "Se avessi ricevuto una richiesta di candidatura da Monti o da altri ne sarei stato onorato e l'avrei valutata, ma la richiesta non è arrivata". E se arrivasse? Si tratterebbe dell'ennesimo caso di cittadino votato alla politica per il suo valore civile? Di altra opinione è il capitano, che rifiuta l'idea di aver compiuto un atto di straordinario valore: "Non mi sento un eroe, ho fatto solo il mio dovere". Sta di fatto che prima nega qualsiasi tipo di coinvolgimento politico ("Non sono interessato alla carriera politica"), poi dichiara di poter valutare un'eventuale proposta.

Costa Concordia, l'audio di Schettino: Madonna c'aggio cumbinat'Isola del Giglio (TMNews) - Ecco la famosa frase, tratta dalla scatola nera, pronunciata dal comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, subito dopo l'urto con gli scogli all'isola del Giglio, il 13 gennaio 2012. Il comandante ordina di chiudere le porte stagne e poi, in napoletano, prende coscienza dell'incidente appena causato dall'"inchino" fatale, forse per omaggiare il maitre della Concordia, Antonello Tievolo, originario del Giglio che poco dopo ammette di sentirsi in colpa. Drammatica anche la conversazione tra Schettino e il direttore di macchina della nave, Giuseppe Pillon con la domanda: ma stamm' ienn a' funn' (stiamo affondando?) e la risposta affermativa dell'ufficiale, da cui la decisione di dar fondo all'ancora mentre i marinai urlano: "siamo pieni d'acqua".

E dire che la stessa frase che lo ha reso celebre ("Salga a bordo, c...o") ed eroico agli occhi di mezza Italia l'ha costretto nell'ultimo anno al ritiro da vita pubblica: "Mi pesa tanto non farmi vedere, ma quella frase mi ha danneggiato molto. Psicologicamente è stato molto pesante e penso che potrò spiegarlo solo tra qualche tempo. Sono scomparso in questi 365 giorni perché c’era stata una eco eccessiva a mio modo di vedere, e quindi ho cercato di evitare che quella sovraesposizione diventasse impregnata su di me e su quella mia frase. Adesso però è passato un anno. È l’occasione per stringere idealmente la mano a tutti i parenti delle vittime e io lo voglio fare. La mia frase? Era il punto finale di un’escalation. Tutto quello che facciamo lo facciamo perché abbiamo una enorme esperienza e questa esperienza la tramutiamo in competenza specifica". Incluso il campo della politica, dunque: basta essere considerati uomini o donne di valore per essere candidati al Parlamento?

Ricerca

Le notizie del giorno