Gossip di Palazzo

Emilio Fede: la Svizzera gli nega il deposito di 2,5 milioni di euro

Emilio Fede (Kikapress)Una banca di Lugano avrebbe rifiutato un deposito milionario di Emilio Fede perché non certa della provenienza dei soldi. L'episodio risalirebbe a dicembre dello scorso anno e la cifra che il direttore del Tg4 avrebbe cercato di versare ammonta a ben due milioni e mezzo di euro in contanti. Accompagnato in macchina da un'altra persona, Fede avrebbe raggiunto l'istituto di credito con la valigetta piena di banconote, per poi fare dietro front a causa del rifiuto da parte dei funzionari della banca dell'ingente somma. La segnalazione sarebbe arrivata lo scorso gennaio dai funzionari svizzeri e l'Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza sarebbero già al lavoro per effettuare le dovute verifiche.

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Che il motivo del rifiuto siano i precedenti di Fede? Indagato per favoreggiamento alla prostituzione e bancarotta fraudolenta insieme a Lele Mora, è probabile che il direttore non risulti più un cliente affidabile. Soprattutto a fronte del fatto che una tale somma di contanti potrebbe a priori destare sospetti. Gli istituti di credito svizzeri hanno sempre mantenuto l'assoluto riserbo sui propri clienti, ma è anche vero che sono disponibili a collaborare con le autorità. È il caso del funzionario della Bsi di Lugano, Patrick Albisetti, che giusto la scorsa estate è stato interrogato dalla procura di Milano poiché si era occupato dei depositi di Mora e le richieste di contanti dello stesso Fede.

Lele Mora (Lapresse)Nel frattempo arriva la ferma smentita del direttore: "E' totalmente falsa, inventata di sana pianta. Qualcuno ha inventato tutto questo, mi fa orrore e anche paura che si possa arrivare a inventare una cosa del genere". Tutta una montatura, dunque? Di certo non è una bufala l'indagine in cui è stato coinvolto con Mora sul fallimento della società di quest'ultimo, la Lm management, che per anni ha gestito l'immagine di numerosi personaggi dello spettacolo e a quanto pare anche delle ragazze che finivano a Villa Certosa per il Bunga-Bunga. Si diceva dell'indagine. Il giornalista è stato accusato di essere preso un milione e duecentomila euro dei due milioni e ottocentomila che Silvio Berlusconi avrebbe fatto avere a Mora; anche in questo caso il direttore negò, ma Albisetti confermò in fase di interrogatorio che nell'aprile 2010 Fede si presentò in banca e chiese di prelevare 500 mila euro. Gliene furono consegnati soltanto 300 mila e fu costretto ad aprire un conto dove depositare gli altri 200 mila che lui avrebbe poi provveduto a ritirare dopo qualche settimana.

Fede smentisce categoricamente le accuse e replica con un'ovvia, quanto scontata, verità: "Ma vi pare che con tutte le indagini aperte sul mio conto, mi mettevo in testa di depositare due milioni e mezzo di euro in Svizzera? A Lugano poi, dove mi riconoscono tutti. Ma via...".

In effetti anche la Questure di Milano presso cui è indagato si è chiesto come abbia potuto varcare il confine indisturbato con tutti quei contanti, per via delle due inchieste aperte su di lui. L'indagine sulla valigetta sarebbe stata aperta presso la Procura di Roma perché la targa dell'auto con cui il direttore avrebbe varcato il confine sarebbe per l'appunto romana. Pare che stiano indagando sull'identità dell'accompagnatore di Fede e che la denuncia dell'accaduto sia stata fatta da un funzionario della banca di Lugano. Ora non rimane che una domanda da porsi: come ha potuto anche solo pensare di depositare una cifra tanto ingente a fronte dei suoi guai giudiziari?

"E infatti non ci ho proprio pensato. L'ultima volta che ho varcato la soglia di una banca a Lugano, dove per altro posseggo anche una casa che però non uso più da tempo, è stato nell'agosto scorso, insieme al pm Eugenio Fusco per dar seguito alla rogatoria sul mio conto, da lui stesso inoltrata. Forse è lì che qualcuno ha preso nota della targa della mia auto. In precedenza ero stato in banca tre o quattro volte nell'aprile di un anno fa, sempre per la storia dei soldi che mi aveva dato Mora. Infine negli ultimi tre o quattro mesi, ma la data esatta non me la ricordo, sono stato a Lugano una sola volta, a cena da una mia amica sposata con uno dei più noti avvocati di Lugano".

Il giornalista si dice amareggiato ma sereno: "Ovviamente, quando ho letto i giornali mi sono molto amareggiato, ho cercato di ricordare se per caso non fossi entrato in una banca per cambiare 500 euro, allora avrei iniziato a preoccuparmi.. Macché, nemmeno questo. Mi dispiace, sono convinto che alla fine quando si scoprirà chi e perché ha voluto farmi questo scherzetto, tutto ciò si trasformerà in un boomerang contro chi ha voluto farmi del male». Chi? "Qualcuno che non mi vuole più vedere come direttore del Tg4". Un complotto all'interno di Mediaset? "Non credo. Anzi potrebbe essere più una vendetta di Lele Mora".

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Sarà davvero tutta una montatura? La somma di contanti sarà la sua pensione o quei soldi non sono mai esistiti? Già in passato il giornalista ha dichiarato che ad occuparsi del suo conto svizzero era la sua amante cubana, incaricata di prelevare il denaro e portarlo in Italia. Una versione ritenuta non credibile dai magistrati.


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