Gossip di Palazzo

Emilio Fede fonda il suo partito. Nel Pdl "troppa Santanché"

Emilio Fede, come da previsione, si dà alla politica e scende in campo con "Vogliamo vivere", un progetto che definisce "movimento di opinione" più che politico Si appoggerà al Pdl e che promette di essere autogestito e autofinanziato. C'è chi arriva alla pensione per godersi il meritato riposo e chi, come l'ex direttore, continua indefesso a dare il suo contributo al paese. Ecco svelate in anteprima a L'Espresso le sue intenzioni: "Fondo un movimento di opinione perché ho ascoltato tanta gente che mi incoraggia. Il Pdl rischia di diventare uno spartito stonato. Mi muovo da solo, e ci metto soldi miei. Berlusconi non ne sa niente. 'Vogliamo vivere' riassume il malessere di tanti, sotto il cosiddetto governo tecnico. Il centrodestra non può finire in mano alla Santanché. E di là chi c'é? Beppe Grillo. Io non sono un politico, io ho una storia, sessant'anni di giornalismo, la Rai, l'Africa, le guerre seguite al Tg4. Questa storia due anni fa è stata inquinata, ma non mi faccio intimidire". Il riferimento è al caso Ruby in cui risulta indagato per induzione alla prostituzione, ma ne uscirà a testa alta, garantisce.

Quanta acredine traspare dalle sue parole nei confronti della Santaché. Che il giornalista non manca di rimarcare alludendo al legame della donna con il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti: "E mi rivolgo specialmente all'elettorato femminile, mica può andare tutto dalla Santanché, no? 'Il Giornale' la vuole vicepremier? Prego. Io faccio da me". L'ex direttore del Tg4 fa sul serio: conta di candidarsi al Nord e in Sicilia, di far stampare migliaia di manifesti e far produrre spille col simbolo della lista, come da tradizione americana. E punta sulle donne, forse conscio del fatto che i consensi femminili dell'imprenditrice dedita a salotti televisivi è piuttosto bassa. Ma più di ogni altra polemica in seno al Pdl, Fede solleva un quesito spinoso: se la Santaché è una candidata papabile per essere vicepremier, chi sarà il candidato premier, Alfano o Berlusconi?

E qui si apre l'annosa questione di chi prenderà in mano le redini del Popolo della Libertà (o di quel che ne rimane). La riserva non è ancora stata sciolta e sono in molti quelli che vorrebbero il Cav a capo del partito, Alfano in testa: "Facciamo appello al suo amore per l'Italia e al senso di responsabilità per il soggetto che ha fondato". Segno che nessuno è ancora pronto per prendere il suo posto? "C'è un'insistenza verso Berlusconi perché faccia l'annuncio, in quanto il presidente non ha rilasciato dichiarazioni a giornali italiani", continua Angelino e parla di "una reiterata insistenza di molti, me in testa, affinché si candidi per una nuova stagione di premiership". Come a dire: no, non sono ancora pronto.

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