Flavio Briatore alla Bocconi: “Fate i camerieri, i miei prendono cinquemila euro di mancia al mese!”

Flavio Briatore alla Bocconi: “Fate i camerieri, i miei prendono cinquemila euro di mancia al mese!”

Stay hungry, stay foolish, diceva Steve Jobs nel suo celebre discorso ai laureati di Stanford. Aprite una pizzeria, almeno se fallite mangiate la pizza, ha detto invece Flavio Briatore agli studenti dell’università privata Luigi Bocconi di Milano, dove è stato ospite per un intervento molto particolare incentrato su economia, imprenditorialità e successo commerciale.

Gli va dato atto di non aver voluto infierire sugli studenti con una retorica buonista: non è mai stato suo costume. Flavio Briatore, forte di un successo costruito da zero e con qualche piccolo intoppo di percorso, ha elargito agli studenti della Bocconi una vera e propria lezione di vita su cosa significhi capire la propria strada nella vita:

Quando uscite da queste aule e andate a lavorare, la realtà è molto diversa. Fate un lavoro normale e poi man mano andate avanti. Inutile illudervi che tutti che tutti voi diventerete direttori generali. Meglio che vi ingegnate su come fare soldi. Prendete i camerieri dei miei locali: loro guadagnano 4-5 mila euro al mese esentasse di mance e per questo sono sempre sorridenti!

Provocazione? Forse sì: non tutti hanno modo di lavorare in ristoranti e locali dove la clientela sia tanto eloquente con le mance, ma di certo l’intento di Briatore era quello di sottolineare che, ta tante teste intelligenti, non tutti potranno riuscire a fare i capitani d’industria o gli imprenditori di successo, anche se non bisognerebbe mai rinunciare alle proprie idee.

Magari, so che qui non dovrei dirlo, mollate anche l’Università se pensate che la vostra idea sia una buona idea. E per rischiare sulla vostra buona idea non aspettate di avere 85 anni, buttatevi nella giungla che c’è fuori quando ne avete al massimo 28 o 30 di anni. E difendete quella idea se ci credete.

Non è mancato un riferimento alle tanto modaiole start-up di idee rivoluzionarie che spesso si traducono in un nulla di fatto; Briatore raccomanda per prima cosa, come sempre, concretezza.

Le startup sono fuffa. Una su cento ce la fa. Se la startup non funziona sei bello che fallito. Tutte ‘ste startup partono tutte come le maratone ma poi ne arrivano tre o quattro, mica tutti quanti. Non voglio portare sfiga, ma per voi non ci sono opportunità. Fate un lavoro normale, magari apritevi una pizzeria. Così se fallisce almeno vi mangiate una pizza. Se fallisce la start up non vi rimane neppure quello.

Pancia piena di piazza e 5mila euro (esentasse) in mance facendo il cameriere. Forse è questa la soluzione finale, altro che università…

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