Gossip di Palazzo

Iervolino: spese inutili con soldi pubblici, le sequestarno i beni privati

Rosa Russo Iervolino rischia di essere condannata e di pagare una multa milionaria per aver arrecato danni alle casse del Comune di Napoli. Per l'ex sindaco è stato disposto dal giudice della Corte dei Conti Rossella Cassanetti, su richiesta del pm Ferruccio Capalbo, il sequestro dei beni privati. L'accusa? Quella di aver provocato buchi nelle casse comunali continuando a pagare canoni di affitto per locali inutilizzati durante il suo mandato (dal 2001 al 2011). Ancora una volta un caso di inefficienza e spreco di soldi pubblici. Insieme a lei rischiano l'ammenda di 3 milioni e 287 mila euro i quattro ex assessori Enrico Cardillo, Michele Saggese, Ferdinando Balzamo e Marcello D'Aponte; i due ex direttori generali Vincenzo Mossetti e Luigi Massa e i dirigenti del Comune Rosaria Guidi, Giovanni Annunziata e Domenico Liguori.

Le misure precauzionali prese finora si risolvono per l'ex sindaco con il sequestro (in quota) dell'immobile di via Bernini e dei crediti nei confronti del Comune (era stato chiesto anche il sequestro della pensione da parlamentare, ma il giudice lo ha respinto), per un totale di 263.267 euro; per Maria Rosaria Guidi, Annunziata, Massa, Balzamo Cardillo, Liguori e Saggese, invece, sono stati confermati i sequestri di beni immobili, conti correnti, stipendi o pensioni; a D'Aponte, Mossetti e Massa sono stati sequestrati solo i soldi depositati nei rispettivi conti correnti.

L'affitto della discordia è quello relativo all'ufficio tributi, la cui nuova sede è stata spostata in corso Lucci nel 2007, quando in realtà gli spazi erano pronti già dal 2005 (almeno su carta). Per tutto il periodo il comune ha provveduto a pagare il vecchio (di circa 40 mila euro) e il nuovo affitto. Ma non è finita: nel fare il calcolo dei nuovi uffici non si è tenuto conto dell'archivio, che al momento rimane nella vecchia sede di Poggioreale per mancanza di spazio e di cui si continua a pagare il fitto. Quando poi si è trattato di indagare sulla vicenda, gli agenti delle Fiamme Gialle hanno riscontrato numerose difficoltà a reperire documentazione sia contabile che amministrativa. In altre parole, gli uffici non trovavano le carte di uno dei traslochi più onerosi della storia dl comune di Napoli.

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