Gossip di Palazzo

Il Pdl copia Beppe Grillo?

Beppe GrilloNel corso delle ultime amministrative si è parlato molto del "boom" del Movimento 5 Stelle e dei seguaci di Beppe Grillo e di quanto abbiano fatto breccia nel cuore degli elettori. E, a quanto si dice, anche in quello di Silvio Berlusconi. Al di là dei risultati parziali (piuttosto bassi, con un picco massimo del 19,41% a Parma, dove Pizzarotti andrà al ballottaggio contro Bernazzoli, e l'unica eccezione del neo eletto sindaco Roberto Castglioni di Sarego), il dato rilevante è che Lega e Pdl hanno perso molti voti a favore della causa dei grillini: secondo le analisi dei flussi di voto di Euromedia, verso il M5s si sarebbe spostato circa il 25% dell'elettorato leghista e il 5-10% di quello pidiellino. Uno smacco, se si pensa che il leader del movimento ha fatto della guerra contro l'ex premier e i politici in carica il perno della sua azione di antipolitica.

Berlusconi, di contro, fa buon viso a cattivo gioco e sembra voglia emulare la strategia di comunicazione di Grillo, tanto che dopo i risultati ha dichiarato che il fenomeno "non può essere sottovalutato". Semmai emulato. Sarà questo il motivo che ha spinto il coordinatore del Pdl della Lombardia Mario Mantovani a ipotizzare un sostegno ai candidati grillini? La proposta, che ha creato scompiglio e polemiche all'interno della coalizione, non verrà di certo avvallata, prova ne è la libertà di voto che il partito ha lasciato ai suoi seguaci per il ballottaggio di Parma, divisi tra M5s e Pd. Quello su cui Berlusconi vuole catalizzare l'attenzione non è il fine, ma i mezzi con cui opera il movimento, in particolare la sua vox populi Grillo.

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Basta con la comunicazione dall'alto ed un obsoleto metodo di comunicazione nei confronti del proprio elettorato. La gente è esasperata da un modo di fare politica che rimarca sempre di più le differenze tra il popolo e i piani alti del potere, accusa e patisce le decisioni dall'alto. Ecco perché l'(ex) comico ha fatto conquistato le masse. Ed è lì che l'ex premier vuole andare a parare: una rivoluzione all'interno del partito, con messaggi chiari e diretti. Ci si augura senza più vallette come candidate.

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