Gossip di Palazzo

Ingroia va in Guatemala e DellUtri lo accusa di essere un fanatico

(TMNews)Il procuratore di Palermo Antonio Ingroia si sente così braccato e bersagliato da aver accettato un'offerta di lavoro all'estero. Il Consiglio superiore della Magistratura ha dato il via libera al collocamento fuori ruolo del procuratore aggiunto.
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E così uno dei pm più chiacchierati del momento, prende il volo e si va a rifugiare in Guatemala, dove gli verrà affidato dall'Onu il compito di capo dell'unità di investigazioni e analisi criminale contro l'impunità. È il magistrato che Paolo Borsellino volle fortemente nella sua squadra, lo stesso che nel 2004 ottenne la prima condanna di Marcello dell'Utri a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, confermata in appello nel 2010. Lo stesso Dell'Utri, in un'intervista a La Zanzara su Radio 24, lo ha recentemente definito "pazzo": "Non può essere normale, non può esserlo: è come quelli che continuano a raffinare, raffinare e alla fine arrivano all'eroina, al massimo dell'effetto. Per questo ho detto che è pazzo. Ma anche io sono pazzo, che sono ancora qua ad aspettare la giustizia, quindi i pazzi siamo in due".

Mentre si attende quindi che la giustizia faccia il suo corso, il procuratore aggiunto stempera le polemiche: "Io non mi sento in guerra con nessuno, però che sia diventato un bersaglio questo lo avverto anch'io". Ma il senatore prosegue con la sua teoria complottista: "Non c'è logica, non c'è niente, solo persecuzione politica, è un processo politico che mira anche a Berlusconi perchè vuole tornare in campo. I magistrati dicono: «non deve dire che torna in campo, come si permette»?". E alla domanda se secondo lui Ingroia scenderà mai in politica la risposta è decisa: "Non c'è dubbio, cosa vuole che faccia? Inaugura giornali della sinistra, libri della sinistra, senza vergogna. È scontatissimo che finisca così". Per gradire, chiosa con un'uscita più da vittima di manie di persecuzioni (che ricorda tanto Berlusconi) che di sentenze ingiuste: "È un fanatico, un ayatollah. Ma lo vedete come è fatto fisicamente? Con quella barba, si mette un caffettano ed è perfetto. Come Khomeini, un persecutore, sarebbe capace di fare le peggio cose. A me ha provato a fare di tutto, ha rovinato la mia vita e quella della mia famiglia. Il danno che fanno persone come lui è enorme e passa quasi senza attenzione. È il Khomeini della magistratura". Insomma, Ingroia è un soggetto così potenzialmente pericoloso che le nazioni Unite lo hanno ingaggiato per dare la caccia ai criminali del Sud America.

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