Gossip di Palazzo

Le leggi più pazze d’Italia

undefinedSe da qualche tempo - da quando c'è Monti, s'intende - vi immaginate il Parlamento come un luogo composto perlopiù da rispettabilissimi deputati e senatori, sobri, moderati, impegnati a lavorare quotidianamente per il bene del Paese, forse la speciale classifica stilata dall'Istituto Bruno Leoni vi farà cambiare idea.

Si tratta di un breve elenco delle dieci Leggi più strampalate proposte in sede parlamentare nell'anno appena trascorso.  E i Parlamentari che le hanno proposte sono sempre gli stessi, non sono cambiati dopo Berlusconi. E infatti, molte delle leggi che si trovano nell'elenco-Leoni, risalgono all'era pre-montiana. E, in generale, mostrano un Parlamento attivissimo a produrre disegni legge da discutere e con cui impegnare le varie Commissioni.

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Il merito è tutto da discutere, però. Si tratta solo di proposte, sia chiaro. Ma ciò non toglie che ci siano politici e professionisti al lavoro per esaminarle.

C'è il federalismo ossessivo, con la richiesta dell'istituzione del luogo "elettivo" di nascita, per poter scrivere sulla Carta d'Identità non già il luogo effettivo ma quello prescelto. Poi c'è la richiesta di erogare ratealmente le vincite dei giochi (come dire, non solo si lucra sull'ossessione italica per il gioco, ma paghiamoli anche poco alla volta, i pochi che vincono); c'è l'incentivo all'utilizzo del "verde pensile"; un tentativo di disciplinare la professione di estetista professionista e l'attività "onicotecnica" (la manicure, insomma) e di istituire la figura del musicoterapista. C'è l'ossessione per il made in Italy (con la proposta di definire esattamente la nozione di "ristorante italiano"). Ma anche uno strano concetto di tutela del patrimonio ambientale e del turismi: la creazione dei percorsi delle castagne; la tutela delle strade bianche; la promozione delle "strade del vino piemontese"; la redazione di una mappa degli itinerari dei prodotti d'eccellenza. Non basterebbe utilizzare al meglio il web? E non si potrebbe evitare di dover normare proprio tutto? Uno dei capisaldi del nuovo corso italico non dovrebbe essere la semplificazione?

Quanto costa una seduta del Parlamento? Scopriamolo!

Vediamo il podio: al terzo posto, l'Istituto Leoni individua una proposta di legge per regolamentare l'uso dei termini «cuoio», «pelli», «pellicce» da utilizzare nell'abbigliamento commercializzato. Naturalmente una legge c'è già, è del 1966. Ma il senatore Cosimo Izzo (Pdl) ha ritenuto di dover tornare sull'argomento per adeguare l'uso delle parole al mercato. A tutela del consumatore, ovviamente. Questione di lana caprina. Ma solo in parte. Perché nella proposta si legge anche: «Affinché un prodotto sia denominabile con i termini di «pelle», «pelliccia» o «cuoio» non potrà più essere sufficiente il rispetto del mero requisito cosiddetto «sostanziale» o «organico» di cui agli articoli 1 e 2 della citata legge n. 1112 del 1966, ma dovranno anche essere rispettati i requisiti giuridici, per i quali il prodotto in questione non sia stato fabbricato e messo in commercio con modalità lesive dell'ambiente, della salute dei consumatori e dei diritti dei lavoratori». Encomiabile. Magari la si potrebbe estendere a questioni un po' più generali, però.

Tutte le foto del Governo Monti.

La medaglia d'argento per la proposta più assurda va alla proposta di legge contenente «Disposizioni per la tutela e la promozione del gelato tradizionale italiano» (C.4683). La relazione in aula è iniziata così, con un ispirato Gaetano Nastri (Pdl): «Onorevoli Colleghi! — La diffusione del gelato in epoca moderna in Europa e nel «nuovo mondo» è strettamente intrecciata alle vicende della gastronomia italiana, all'inventiva di alcuni connazionali e alle tradizioni che ne sono derivate». E via di filippica per istituire il gelato tradizionale italiano.

Al primo posto dell'elenco troviamo un ex aequo per due proposte di leggi: la prima per modificare l'articolo 131 della Costituzione, per istituire il Principato di Salerno, su spinta dell'Onorevole Edmondo Cirielli (Pdl). La seconda per Istituire anche la Regione Romagna e la Regione Salento: una frammentazione di cui si sente davvero il bisogno, secondo Adriana Poli Bortone (CN-Io Sud) che, al Senato, fra i firmatari trova anche una senatrice del Pd.

Perché all'appello delle proposte per leggi assurde non manca davvero nessuno.

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