Gossip di Palazzo

Il dossier su Maroni:su cosa indagava Belsito

L'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni (a sinistra) bacia il leader e fondatore della Lega Nord Umberto Bossi …Non c'è pace per la Lega Nord. Francesco Belsito avrebbe indagato su Roberto Maroni, assumendo un detective privato per scovare possibili affari loschi dell'ex ministro, scatenando l'ennesimo putiferio all'interno del partito, nonché le ire di Maroni.  "Non appena ho capito chi fossero i miei nemici ho deciso di fare un po' di ricerche su quelli che sostengono di essere 'trasparenti', 'puliti' e 'corretti'. Presto ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità", annuncia perentorio l'ex tesoriere. Il dossier è stato svelato a Maroni dai giornalisti della rivista Panorama e si concentra sulle indagini di un'agenzia investigativa di Genova in merito a presunte proprietà di Maroni (anche attraverso visure catastali) che pare abbia scovato a suo carico tre barche, un catamarano e due motoscafi, di cui uno sarebbe stato recentemente trasferito a Portorose, in Slovenia. Nel dossier sulla vita privata del deputato figurerebbero anche indagini su presunti affari loschi, amicizie e frequentazioni.

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Maroni è infuriato, sia per la falsità delle informazioni contenute nei documenti che per il fatto in sé: "Mi sembra davvero incredibile che un ex ministro dell'Interno sia fatto oggetto di un'azione di dossieraggio. E non si tratta di un tentato dossier, ma di un dossier reale, che c'è ed è molto grave. Sembra che qualcuno, con i soldi dei militanti, abbia deciso di ingaggiare qualcuno per indagare su di me. Non c'è nulla di segreto e meno che limpido. Non ho barche a Portorose, ma ne ha una, a vela, che ha tenuto ormeggiata a Porto Rosa, in Sicilia. Più che emuli di James Bond, questi signori sembrano Qui Quo Qua". In quanto alla pulizia tanto acclamata da lui e dai militanti del Carroccio dichiara: "Non mi fermerò fino a quando gli eventuali colpevoli non saranno cacciati. A tutti i livelli. Pazienza se dovessi scoprire di essere stato tradito da un amico o da un presunto amico. Via loro o via io". E Umberto Bossi sapeva? Quale ruolo ha ricoperto nella vicenda? Secondo le parole di Belsito il suo era un tacito assenso: "Gli ho detto che mi sentivo accerchiato e che stavo cercando di capire alcune cose su Maroni. Se mi ha scoraggiato? In realtà non mi ha detto niente". Il Sénatur sembra aver svolto il suo mandato tra scandali, appropriazioni indebite di denaro e dossieraggio senza saperne nulla. Par di capire, in conclusione, che tutto accadde e accade a sua insaputa.

Ma l'attività di dossieraggio perpetrata da politici contro i politici non è una novità. Più di anno fa venne alla luce un presunto dossier su Gianfranco Fini, all'epoca Presidente della Camera, il cui mandante secondo voci insistenti era un fidato di Silvio Berlusconi, Valter Lavitola (lo stesso latitante rientrato in questi giorni per costituirsi). Nello specifico, il dossier avrebbe puntato l'attenzione su una presunta casa di proprietà di Fini a Montecarlo, notizia poi smentita dalla Presidenza del Consiglio in un comunicato ufficiale. Anche allora scoppiò il caso, con tesi complottiste, richieste di dimissioni e accuse.

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