Gossip di Palazzo

Movimento 5 stelle, problemi e dubbi nel partito di Grillo

Beppe Grillo (LaPresse)Il consigliere regionale Fabrizio Biolè è l'ultimo epurato dal Movimento 5 Stelle. A comunicare la decisione insindacabile di Beppe Grillo è una lettera dell'avvocato Michelangelo Montefusco: "Le comunico la decisione del signor Grillo di revocare l'autorizzazione all'utilizzo da parte Sua del nome e del marchio del Movimento 5 Stelle di cui egli è esclusivo titolare". La motivazione ufficiale dell'espulsione riguarda le cariche elettive ricoperte in due precedenti occasioni dal consigliere del Piemonte: la regola interna del movimento vieta espressamente la candidabilità a qualsiasi persona abbia ricoperto cariche precedenti. Un peccato che non ammette diritto di replica e che esige l'espulsione seduta stante. Tuttavia, c'è chi sostiene che la situazione a rischio di Biolè sia stata fatta precipitare dal suo appoggio dato pubblicamente alla collega Federica Salsi, rea di essere comparsa in televisione.

La vicenda si è trasformata in pochi giorni in una bufera: polemiche, richieste di espulsioni e riunioni di dissidenti. Il M5s è in piena crisi. Da una parte i fedelissimi che chiedono a gran voce l'epurazione delle "teste calde" quali la consigliera Salsi, dall'altra i dissidenti che accusano il movimento e il suo leader di negare i diritti fondamentali della democrazia. Prova ne è il tour a cui si sta sottoponendo volontariamente Giovanni Favia, consigliere sfiduciato da Grillo e che sta raccogliendo per tutta l'Emilia Romagna la conferma del suo operato da parte degli elettori.

La resa dei conti per la credibilità del movimento si era attesa per mercoledì sera,
quando la Salsi sarebbe confrontata in un'assemblea con gli elettori e i suoi colleghi che l'hanno rinnegata e Favia col pubblico ferrarese.

La rottura tra Federica Salsi e i colleghi consiglieri sembra essersi rimarginata. Il tanto atteso confronto con gli elettori bolognesi si è risolto con una ritrovata coesione all'interno del Movimento 5 Stelle. La consigliera, oggetto di critiche da parte di Grillo, ha giustificato così il suo intervento televisivo: “Sono andata a Ballarò perché credo sia importante far conoscere il lavoro collegiale del Movimento: da una parte c'è Grillo che ha il ruolo del megafono, e dall'altra parte ci siamo noi che lavoriamo nelle istituzioni”. I militanti che chiedevano le sue dimissioni sono stati fischiati e il lavoro svolto finora come attivista è stato considerato, secondo la maggioranza, degno di fiducia e stima. Anche Bugani ha fatto marcia indietro ammettendo le criticità delle settimane passate e si è detto pronto a risolverle: “Ci sono stati dei problemi, alcune cose che ci hanno mandato in crisi, ma credo che si possa iniziare un percorso di riconciliazione”. Una pace ritrovata, insomma, che gioverà senz'altro alla coesione del movimento, messa in discussione dalle molteplici polemiche, e che rivela una strategia lungimirante e saggia.

Sicilia, Renzi: negare affermazione Grillo è clamoroso -VideoDocPalermo (TMNews) - "E' vero che il dato più significativo, al di là dell'elezione del presidente Crocetta, è legato a un'estensione che probabilmente ha superato anche le aspettative peggiori, il 53%". Lo ha detto il sindaco di Firenze e candidato alle primarie del Pd Matteo Renzi, rispondendo ai giornalisti che a Palermo gli hanno chiesto un commento sull'esito delle regionali. "Grillo in Sicilia ha avuto un ottimo risultato, e negarlo sarebbe clamoroso. Credo che se vogliamo ridurre l'impatto, il peso e la forza del Movimento 5 Stelle - ha aggiunto Renzi -, e vogliamo recuperare un poco di astensionismo, la politica debba fare una cura dimagrante".

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