Gossip di Palazzo

Nicole Minetti non si presenta in aula per legittimo impedimento

Nicle Minetti in aula: per partecipare a questa seduta non ha potuto presentarsi all'udienza sul Rubygate.Nicle Minetti in aula: per partecipare a questa seduta non ha potuto presentarsi all'udienza sul Rubygate.Nicole Minetti ha fatto appello al legittimo impedimento per evitare il tribunale per l'udienza del caso "Ruby bis". Indagata per induzione e favoreggiamento alla prostituzione minorile nel processo in cui sono coinvolti anche Lele Mora ed Emilio Fede (Silvio Berlusconi nel processo "Ruby"), l'ex igienista dentale stamattina ha presenziato in aula al Pirellone per il Consiglio regionale anziché a testimoniare a Palazzo di Giustizia. E dire che i due edifici distano pochi chilometri l'uno dall'altro. A sentire i consiglieri dell'opposizione, peraltro, la Minetti in aula ci sarebbe rimasta per poco meno di quaranta minuti. Al termine dei lavori non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione ma in compenso, tra una battuta e l'altra, ha offerto a tutti i giornalisti presenti il caffè. Forse spinta dalla gioia incontenibile di averla fatta franca.

Clicca per ingrandire e vedere altre fotoClicca per ingrandire e vedere altre fotoNel frattempo il processo continua a fare il suo corso e nei giorni scorsi ha visto la testimonianza di altre due ragazze che si sono dichiarate parte civile contro gli imputati. Una di queste è la candida Chiara Danese, l'unica a non conoscere il regno berlusconiano: Clicca per ingrandire e vedere altre fotoClicca per ingrandire e vedere altre foto"Quando mi dissero che andavamo ad una festa ad Arcore non mi aspettavo nulla. Non sapevo neanche che Silvio Berlusconi fosse il proprietario di Mediaset e che Fede quindi fosse un suo dipendente". Invitata dallo stesso Fede, la giovane ha poi dichiarato di non aver più partecipato alle feste: un mondo troppo lontano dal suo. Altra faccenda per Diana Maria Osorio Iarte, che di ingenuo sembra aver ben poco, visto che è uscita dall'aula con un'accusa per falsa testimonianza e calunnia. Secondo la procura di Milano avrebbe esercitato la professione di prostituta e a suo carico sono state portate alcune intercettazioni telefoniche tra lei e Ruby in cui si facevano chiari riferimenti alla professione della prostituzione. A nulla è valso il tentativo di negare i fatti da parte della giovane, né è servito a molto l'acceso battibecco tra accusa e teste: la decisione del pm, dopo aver letto le intercettazioni, è stata quella di indagarla per calunnia e falsa testimonianza.

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