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Sicilia, Rosario Crocetta Presidente: "Con me cambia la storia". La biografia

La vittoria di Crocetta alle elezioni regionali in Sicilia rappresenta una tappa storica per il Pd tanto che Bersani si è lasciato sfuggire un "Cose da pazzi". Resta da capire come is muoverà il neoeletto Presidente per gestire una situazione frammentata. Il Movimento 5 Stelle, che è risultato essere il partito più votato in asosluto, ha già fatto sapere che non si concederà alle alleanze, e Crocetta può contare solo su 39 seggi. In attesa delle sue prime mosse conosciamolo meglio.

Sicilia, Crocetta eletto Presidente Exploit di M5S: è il primo partitoE’ un politico navigato, impegnato nella lotta alla mafia, ma si cimenta anche nel giornalismo e nella poesia. Ed è stato il primo sindaco dichiaratamente omosessuale nella storia dell’Italia. Un aspetto che continua a generare polemiche. Ha una personalità sicuramente poliedrica Rosario Crocetta, candidato alle elezioni regionali in Sicilia per il centrosinistra che nel pomeriggio di lunedì già parlava da vincitore: "È la storia che cambia con me. Niente inciuci, né ribaltoni. Cercherò accordi in aula all'Ars. Se non sarà possibile, torneremo agli elettori".

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A sostenerlo una coalizione di partiti, il Pd, l’Udc, l'Api e il Psi. Classe 1951, nato e cresciuto a Gela, in provincia di Caltanissetta, è stato sindaco della sua città ed è un europarlamentare del Partito Democratico. Crocetta parla 4 lingue (italiano, arabo, inglese e francese), anche grazie agli anni al servizio dell’Eni in giro per il mondo. Le sue esperienze extrapolitiche comprendono anche collaborazioni con quotidiani dell’area dell’estrema sinistra quali l’Unità, Il Manifesto e Liberazione. Nel suo curriculum si possono annoverare anche la raccolta di poesie “Diario di una giostra”, pubblicata nel 1987 e il testo “Io ci credo – Gela, città della legalità” pubblicato nel 2006, che racconta la sua esperienza amministrativa come sindaco.

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Rosario Crocetta (LaPresse)La politica è il pane quotidiano di Crocetta da ormai più di venti anni. Sua stella polare sempre lo schieramento della Sinistra italiana. Prima nelle fila del Partito Comunista Italiano, poi in quelle di Rifondazione Comunista. Ben presto sono arrivati anche gli incarichi pubblici di un certo peso. Assessore alla cultura del Comune di Gela dal 1996 al 1998, in quell’anno fu eletto consigliere comunale con la Federazione dei Verdi, impegnandosi nell’elaborazione di progetti culturali condivisi tra i Paesi del Mediterraneo. Nel 2000 si è iscritto al Partito dei Comunisti Italiani ed ha ricoperto la carica di assessore alla Pubblica Istruzione per un anno.

Nel maggio del 2002 Crocetta si candida a sindaco di Gela per l’alleanza di centrosinistra. E sale agli onori della cronaca, anche nazionale. In un primo momento, infatti, risulta eletto il candidato del centrodestra Giovanni Scaglione, con un margine esiguo, 197 voti in più rispetto al candidato dell’Ulivo. Su ricorso dello sconfitto, nel 2003 il giudice del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia farà effettuare un nuovo spoglio nel quale risulteranno 307 i voti di vantaggio a favore di Crocetta, che verrà così proclamato primo cittadino. Le irregolarità e gli illeciti nella tornata elettorale spingono l’esponente di centrosinistra a farsi portavoce della necessità di combattere Cosa Nostra durante l’intero mandato da primo cittadino di Gela.

Crocetta diventa il “sindaco antimafia”.  Ed entra subito di diritto nel mirino dei boss. Già nel 2003 fu sventato un agguato della Stidda (Stella nel gergo di Cosa Nostra), un’organizzazione malavitosa oggi operante prevalentemente nella realtà siciliana, ma con origini soprattutto nell’agrigentino. Si scopre che era stato assoldato un killer venuto dalla Lituania, Minius Marius Denisenko, per uccidere il primo cittadino gelese durante la processione dell’Immacolata dell’8 dicembre. Da quel momento a Crocetta viene assegnata una scorta composta da tre agenti. Protezione raddoppiata l’8 febbraio 2008 quando viene reso pubblico l’esito di una indagine dei magistrati di Caltanissetta, che mettono in luce i piani per attentato da parte della mafia all’attuale candidato del Pd alle regionali siciliane. Crocetta ormai viene considerato nel mirino dei boss al livello delle più alte cariche dello Stato. La conferma ulteriore arriva nel gennaio del 2010, quando la Direzione Distrettuale Antimafia sventa un nuovo piano di Cosa Nostra per uccidere Crocetta ed arresta 5 affiliati al clan mafioso Emmanuello di Gela.

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