Gossip di Palazzo

Sarkozy e i soldi di Gheddafi

Sarkozy e Gheddafi (Reuters)La corsa all'Eliseo si gioca fino all'ultimo voto. Dopo voci insistenti sui presunti finanziamenti libici a favore del presidente Nicolas Sarkozy per la campagna elettorale del 2007, arriva la conferma da parte del sito Mediapart.fr, con tanto di documento dei servizi segreti libici pubblicato ( e tradotto dall'arabo) come controprova. Si parla di "accordo di principio" e di 50 milioni di euro sborsati dall'allora dittatore Mu'ammar Gheddafi e il suo governo per appoggiare il già favorito Sarkò. La nota è firmata dal capo dei servizi libici dell'epoca, Moussa Koussa, ma si fa riferimento ad un accordo trasversale, con la partecipazioni di esponenti politici e non solo: "Per la nostra parte il direttore dei servizi di intelligence libici (Abdallah Senoussi) e il presidente del Fondo libico di investimenti africani (Bechir Saleh), e da parte francese i signori Brice Hortefeux e Ziad Takieddine".

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Brice Hortefeux è il braccio destro di Sarkozy sin dagli esordi della sua carriera politica e Ziad Takieddine è un faccendiere libanese, ora in carcere per essere stato invischiato nell'affare Karachi (tutta questione di tangenti). Mediapart ha dichiarato di avere ricevuto il documento da alcuni ex alti dignitari - ora clandestini - del deposto regime libico, che vorrebbero così vendicarsi dell' intervento militare in Libia di un anno fa appoggiato con forza dal presidente. Insomma, accuse pesanti per Sarkò, che gravano sull'ultima settimana di campagna elettorale e sul suo già debole consenso popolare.

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Ma non è finita qui. Vanno ad aggiungersi anche le accuse di Dominique Strauss-Kahn, che in un'intervista parla di complotto dell'entourage di Sarkozy per estrometterlo dalla corsa all'Eliseo. Sarkò durante un comizio taglia corto e passa oltre: "Strauss-Kahn farebbe meglio a spiegarsi con la giustizia e a risparmiare ai francesi le sue considerazioni", mentre la sua portavoce,  Nathalie Kosciusko-Morizet, pensa a smentire le accuse sui finanziamenti libici, definendola una "grossolana manovra diversiva della squadra di François Hollande, infastidito dal ritorno di Dominique Strauss-Kahn". E parla di affermazioni "ridicole": "50 milioni in una campagna elettorale con plafond di spesa a 22 milioni, e come se non bastasse con i conti già controfirmati dal Consiglio costituzionale".

Dal fronte avversario (François Hollande su tutti) si chiede a gran voce un chiarimento di Sarkozy ai francesi. E la conta dei voti da spartire tra Hollande e Sarkozy, di chi dalla corsa è rimasto fuori, sta diventando una lotta al veleno.

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